Così come per le Torri costiere e per le Masserie, l'itinerario alla scoperta dei Castelli vi affascinerà, il Mastio spesso veniva edificato per motivi legati alla difesa dalle scorrerie barbare e per la minaccia delle invasioni di popolazioni provenienti dal mare. In altri casi all'iniziale bisogno di sopravvivenza si aggiunge il gusto per l'arte dei nobili e la loro voglia, diremmo oggi esibizionistica, di mostrare la loro ricchezza, i loro averi e il loro potere.
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Il Castello voluto da Gualtieri VI di Brienne a Roca Vecchia, il Castello fortificato dal Marchese Granafei a Sternatìa, la rinascita del Castello di Castro con i Gattinara, il Castello divenuto una dimora gentilizia con i Caracciolo ad Andrano, il restauro del Castello di Depressa ad opera dei Gallone-Winspeare, il Castello di Tricase rinacque con i potenti Gallone nel 1500, il Castello di Tutino prima dei Trani e poi dei Gallone.
Da Acaya ci si dirige verso Vanze e da qui verso l'Oasi delle Cesine. Si prosegue lungo la litoranea fino a Roca Vecchia. Le origini di Roca Vecchia affondano nella notte dei tempi.
Città messapica, della quale si conservano le fondamenta delle titaniche mura, fu conquistata dai Greci e poi dai Romani. Della rocca fatta costruire da Gualtieri VI di Brienne, conte di Lecce, nel XIV secolo, restano solo i ruderi, a testimonianza della vitalità di questi luoghi.
Nel 1480 la rocca fu devastata dalla furia dei Turchi che se ne impadronirono, minacciando così da vicino la stessa Lecce. L'occupazione tuttavia fu breve e i Turchi, per non frammentare le loro forze, preferirono rientrare ad Otranto, non senza aver dato alle fiamme la rocca e il villaggio. Nel Settembre del 1480 giunse a Roca il Duca di Calabria con i suoi fedelissimi e qui fece allestire il campo operativo, in vista della riconquista di Otranto.
Ulteriori truppe cristiane si erano arroccate nel castello di Castro per chiudere i Turchi in una morsa a tenaglia. Recuperata Otranto nel 1481, Roca rientrò nel piano di fortificazione del Basso Salento, che prevedeva la costruzione di una torre di avvistamento, della quale si conservano i resti e di strutture per la moderna artiglieria.
Sguarnita di un presidio militare sufficiente a difenderla, Roca divenne meta di incursioni piratesche e si ritenne opportuno raderla al suolo nel 1544 per evitare che diventasse un covo di pirati. La zona archeologica e i ruderi della fortezza, fanno di Roca Vecchia un luogo di grande fascino.

Da Lecce-Maglie (S.S. 16), svoltate per Sternatìa; Sternatia, centro d'origine greca, fu sempre città difesa da imponenti fortificazioni, come testimonia un tratto dell'antica cinta muraria dell'Alto Medio Evo. Nell'XI secolo i Bizantini costruirono un fortilizio in posizione elevata per dominare le campagne circostanti.
Nel 1480, il castello di Sternatia divenne il principale quartier generale dell'entroterra per le truppe scese in campo per liberare Otranto dai Turchi.
Nel 1481, ritenuta Sternatia strategicamente vitale per la difesa dell'entroterra, il castello fu ampiamente ristrutturato e potenziato. Nel XVII secolo, il marchese Granafei vi fece una grandiosa residenza fortificata. Il complesso, di forma quadrangolare, si articola su due piani, rimaneggiati nell'Ottocento. I grandi saloni interni si presentano finemente affrescati.

Da Otranto si prosegue lungo la spettacolare litoranea fino a Castro; sulla costa tra Otranto e Santa Maria di Leuca sorge Castro e il suo porto, che costituisce un approdo sicuro e pertanto fu sempre obiettivo di sanguinose azioni piratesche.
La tradizione vuole che Castro sia stata fondata dai Cretesi come punto di rifornimento ed emporio. Passata ai Greci e poi ai Romani, fu da questi munita di una rocca, rafforzata nei secoli dai Bizantini e dai Normanni.
Nel 1480 Castro subì lo stesso tragico destino di Otranto e Roca e, dopo essere stata saccheggiata, fu data alle fiamme. Divenuta punto di forza della strategia per riconquistare Otranto, Castro rinacque nel XVI secolo sotto i Gattinara.
Il castello fu interamente ricostruito nel 1572 sui resti dell'antica rocca, con quattro baluardi angolari e possenti cortine. Castro fu saccheggiata ancora nel XVI secolo (1537 e 1573) e per questo fu ulteriormente potenziata dal viceré Pedro De Toledo, che si occupò di ratificare nel Salento il piano di fortificazione di Carlo V.
Furono quindi potenziati anche i centri interni e fu realizzata ex novo la rete di torri di avvistamento, le quali ancora oggi punteggiano tutta la costa salentina.

Da Castro si prosegue lungo la litoranea e si giunge a Marina di Andrano. Da qui si seguono le indicazioni per Andrano; a pochi chilometri dal litorale adriatico sorge Andrano, piccolo centro che conserva un grandioso castello. Il nucleo più antico si fa risalire al XII secolo, quando erano gli Spinola a governare queste contrade.
Passato nel Seicento ai Caracciolo, assunse l'aspetto attuale di raffinata dimora gentilizia. Di impianto quadrangolare, il castello conserva i due imponenti baluardi quadrati della facciata, con basi scarpate e toro marcapiano. Sul retro del castello è presente una torre cilindrica, frutto di successive sistemazioni.
Terminata la sua funzione puramente difensiva, nel Sei-Settecento il castello fu rimaneggiato per ospitare i feudatari e la corte, come testimonia il raffinato balcone della facciata, impreziosito da particolari tipici del Barocco Leccese.

Da Andrano proseguite direttamente per Depressa; entrati a Depressa, ci si dirige verso il piccolo castello. Distrutto dai Turchi nel 1480, il castello fu interamente ricostruito nel 1548 e, nel 1600 fu acquistato dai Gallone, principi di Tricase.
Nell'Ottocento fu adibito a masseria e, dopo secoli di abbandono, nel 1885 fu interamente restaurato e rimaneggiato dai nuovi proprietari, i Gallone-Winspeare.
Del Cinquecento si conservano le torri quadrate e il loggiato che si affaccia su un cortile, arricchito nell'Ottocento da un porticato. Al centro vi si trova la colonna detta del palazzo dei Secondogeniti del Principe, dove si trovava una sorta di tribunale feudale.
Il lato Ovest costituisce la parte più antica, con tracce del XIV secolo, quali le mensole che dovevano sostenere il cammino di ronda.

Da Depressa proseguite direttamente per Tricase; le prime notizie del castello di Tricase risalgono al XIII secolo. Nel XV secolo Tricase appartenne a nobili e potenti casati che contribuirono a farne crescere il prestigio e a potenziarne le strutture. La città era difesa da un profondo fossato e da una poderosa cinta muraria, nella quale si aprivano due porte, una verso il mare e l'altra verso l'entroterra.
Il castello fu saccheggiato e semidistrutto dai Turchi nel 1480, facendo terra bruciata attorno ad Otranto. Caduta in disgrazia per circa un secolo, Tricase rinacque nel 1588, quando passò ai potenti Gallone che si occuparono di rinforzare le strutture difensive.
Il castello è quadrangolare e, delle quattro torri di impianto quadrato, conserva solo le due della facciata, sulla quale si apre l'ingresso dove campeggia lo stemma dei Gallone. Le sale interne sono ampie e, un tempo, ben arredate, segno che il castello servì da dimora signorile.

Da Tricase proseguite direttamente per Tutino; fuori dell'abitato Tutino conserva un piccolo, ma ben fatto castello. Edificato nel 1570 per opera dei Trani, nel XVII secolo passò ai Gallone di Tricase.
Benché di piccole dimensioni, il castello presenta torri angolari e intermedie quadrate con base scarpata, circondate da un fossato. Nonostante la mancanza di notizie, la zona posteriore del castello sembrerebbe antecedente al XVI secolo.
Nel corso del tempo, l'aggiunta di sovrastrutture adibite ad abitazioni e i restauri non sempre felici, hanno compromesso l'austerità originale del complesso. Fino a pochi anni or sono, nel castello erano presenti arredi, mobili e tele di scuola napoletana, a testimonianza che il fortilizio aveva perduto il suo ruolo difensivo originale, per assumere quello di nobile dimora.

Lecce, nei pressi del Castello Carlo V.
Da due a tre giornate.
Disponibilità a camminare per brevi tratti.
Brevi visite guidate a piedi e spostamenti in auto.
Lecce, Copertino, Cavallino, Acaya, Roca Vecchia, Sternatìa, Corigliano d'Otranto, Otranto, Castro, Andrano, Depressa, Tricase, Tutino e Gallipoli.