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I Castelli del Salento, Video Itinerari delle fortezze del passato

I Castelli del Salento, Video Itinerari delle fortezze del passato

I Castelli, come le Torri costiere e le Masserie, si cominciano a costruire nel Salento soprattutto per il bisogno di difendersi dalle incursioni di pirati, Turchi e Ottomani. Durante il tragitto dell'itinerario dei Castelli del Salento potrete osservare i Masti ereditati da edificazioni e rimaneggiamenti di Romani, Bizantini, Angioini, Normanni e Aragonesi; le varie popolazioni succedutesi nella dominazione del Salento, e che provvidero volta per volta a riedificare, fortificare e migliorare le originarie architetture.

 

I Video Itinerari dei Castelli del Salento e l'Itinerario alla scoperta dei castelli cosiddetti minori del Salento sono parte di un unico tour organizzato per voi da SalentoViaggi.it, le visite ai castelli sono prenotabili con pochi click grazie al seguente widget, prenotate subito!

 

Itinerari turistici dei Castelli salentini con video tour delle fortezze

Il Castello di Lecce fu voluto da Carlo V, il Castello di Copertino lo dobbiamo ai nobili Castriota-Scanderbeg che si avvalsero della consulenza dell'architetto Evangelista Menga, il Palazzo Ducale di Cavallino appartenne ai Castromediano-Limburg, la Fortezza dell'Acaya fu richiesta, così come è oggi, dal Re Carlo II d'Angiò a l'architetto Alfonso dell'Acaya, il Castello di Corigliano fu realizzato dall'architetto Angelo Conioneo su commissione di Giovan Battista De Monti, alla ristrutturazione del Castello Aragonese di Otranto prese parte il celebre architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini, anche il Castello di Gallipoli venne fortificato dagli Aragonesi.

Il Castello Carlo V a Lecce

L'itinerario alla scoperta dei castelli inizia con il Castello di Carlo V a Lecce. La fortezza è testimonianza di due epoche: il mastio è del periodo normanno, mentre l'impianto attuale appartiene al XVI secolo, quando, su commissione dell'imperatore Carlo V, l'architetto Gian Giacomo dell'Acaya, l'ideatore dell'omonima cittadella fortificata in Provincia di Lecce anch'essa, progettò le quattro spesse cortine, rafforzate da altrettanti imponenti bastioni a punta di lancia.

Il complesso, frutto delle più moderne tecniche costruttive in campo militare, fu isolato da un profondo fossato oggi scomparso. Le spesse murature, le cannoniere per il tiro radente e i numerosi pezzi d'artiglieria di cui disponeva, facevano della fortezza di Lecce un impianto inespugnabile.

Al XVII secolo sono da ascrivere la cappella e le bellissime decorazioni in stile Barocco Leccese che non alterano la maestosità del castello. Dopo anni di abbandono, il castello di Carlo V è rinato ed attualmente è sede di mostre, convegni e spettacoli.

Un video del Castello Carlo V a Lecce

Il Castello di Copertino

Da Lecce, si segue la strada per San Pietro in Lama, poi si procede per Lequile-San Cesario di Lecce e in fine si leggono le indicazioni per Copertino. Giunti a Copertino, è facile raggiungere il bellissimo castello, fiore all'occhiello dell'edilizia militare del Salento.

Voluta nel 1540 dai Castriota-Scanderbeg, signori di Copertino, la fortezza fu progettata dall'architetto militare Evangelista Menga, che dell'antico castello conservò solo il mastio, mentre fece realizzare ex novo quattro cortine raccordate tra loro da quattro imponenti bastioni angolari a punta di lancia, secondo le più moderne tecniche costruttive rinascimentali.

L'importanza del castello di Copertino è dovuta, oltre che all'armonia delle strutture, all'importanza rivestita nel sistema difensivo del Salento, in particolare nel piano di fortificazione voluto da Carlo V, volto ad impedire il ripetersi di situazioni come la caduta di Otranto in mano ai Turchi nel 1480 o il sacco di Castro del 1537. Attualmente il castello è tornato al suo antico splendore ed è sede di convegni e mostre.

Un video itinerario sull'imponente Castello di Copertino

La Facciata del Castello di Copertino

La Facciata del Castello di Copertino

Il Palazzo Ducale di Cavallino dei Castromediano-Limburg

Da Copertino, si segue la strada per San Pietro in Lama, si procede poi per Lequile-San Cesario di Lecce e in fine si leggono le indicazioni per Cavallino. Giunti a Cavallino, si procede verso il castello che presenta tre diversi momenti di interventi costruttivi.

Del Quattrocento è la zona Nord, dove si trova l'entrata da cui si accedeva ad un'area difesa da un torrione a base quadrata. La zona Est, che presenta la facciata merlata e un bastione, è frutto dell'intervento del Cinquecento. Il lato Ovest, con le arcate di rinforzo, è invece frutto della ricostruzione del Seicento.

Costruito in pietra leccese, il castello conserva ampi saloni di rappresentanza e una sontuosa scalinata, oltre a stanze minori e di servizio, segno dell'uso civile cui fu destinata la preesistente fortezza.

Un video tour nel Castello dei Castromediano-Limburg a Cavallino

Facciata del Castello di Cavallino

Facciata del Castello di Cavallino

Il Castello di Acaya Fortezza di Gian Giacomo dell'Acaya

Da Cavallino si torna a Lecce e da qui si prende la strada per Strudà-Acaya; entrati ad Acaya, subito s'impone la mole del castello, fondamentale per la difesa di Lecce dai pericoli provenienti dal mare.

Il piccolo villaggio di Segine fu ceduto, nel XIV secolo, dal Re Carlo II d'Angiò ai dell'Acaya per il valore e la fedeltà verso la corona. Alla fine del XV secolo Alfonso dell'Acaya iniziò la costruzione del castello che fu portata a termine, nella prima metà del XVI secolo, dal figlio Gian Giacomo, illustre architetto civile e militare, il quale cinse di possenti mura il piccolo centro e ne modificò il nome in Acaya.

La fortezza è costituita da un corpo centrale di forma trapezoidale, munito di due torri cilindriche di chiaro impianto aragonese e di un baluardo a punta di lancia. Visitando Acaya si ha l'impressione di essere tornati indietro nel tempo, tanto bene si sono conservate le strutture e l'impianto quattro-cinquecentesco. Il castello è sede di mostre e manifestazioni di carattere culturale.

Un breve video per visitare il Castello di Acaya

I sotterranei del Castello fortificato di Acaya

I sotterranei del Castello fortificato di Acaya

Una volta con raffigurazione all'interno del Castello fortificato di Acaya

Una volta con raffigurazione all'interno del Castello fortificato di Acaya

Affreschi nei sotterranei del Castello fortificato di Acaya

Affreschi nei sotterranei del Castello fortificato di Acaya

Una torre della fortificazione della cittadella di Acaya

Una torre della fortificazione della cittadella di Acaya

Il Castello De Monti a Corigliano d'Otranto

Da Sternatia si torna sulla Lecce-Maglie (S.S. 16) a da qui svolta allo svincolo per Corigliano d'Otranto; giunti a Corigliano d'Otranto, si procede verso Piazza Castello e si sosta comodamente presso i giardini pubblici. Il castello fu costruito agli inizi del XVI secolo dall'architetto Angelo Conioneo e su commissione di Giovan Battista De Monti.

Si tratta di uno dei più bei modelli di architettura militare nel periodo di transito, fra le tecniche costruttive medioevali e le sofisticate sperimentazioni rinascimentali. La fortezza presenta un corpo centrale munito di quattro torri circolari angolari, ciascuna dedicata ad un santo protettore del quale reca scolpito un bassorilievo, con simboli delle virtù. Si hanno così le torri di Sant'Antonio Abate, S. Giorgio, San Giovanni Battista e San Michele.

La facciata in stile Barocco fu edificata ex novo nel 1667 dal nuovo proprietario Francesco Trani che, in tempi più pacifici, volle fare della fortezza una dimora lussuosa e degna dei suoi illustri proprietari. Attualmente il Castello De Monti ospita mostre d'arte e d'antiquariato, convegni e manifestazioni culturali.

Un video del Castello De Monti fortificato di Corigliano d'Otranto

Il Castello Aragonese di Otranto

Da Corigliano d'Otranto si torna sulla Lecce-Maglie (S.S. 16) e si seguono le indicazioni per Otranto; giunti ad Otranto, si può sostare presso i giardini pubblici e procedere a piedi alla visita delle fortificazioni della città. Su Otranto grava ancora il triste ricordo dei fatti del 1480 e la paura del terribile Turco vive ancora sulla bocca e nei racconti della popolazione locale. Delle fortificazioni precedenti il 1480 non si hanno notizie certe, oltre ad alcune tracce di mura romane e alto-medievali inglobate nel castello.

Giunti in Piazza Castello, si erge la fortezza Aragonese che, di fatto, è opera dei viceré spagnoli. Ricostruito dopo la riconquista del 1481, il castello presenta un impianto con quattro torri cilindriche a base scarpata, collegate da possenti cortine ed è diviso dalla città da un profondo fossato. Pare che abbia preso parte al riassetto delle fortificazioni anche il celebre architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini.

Al 1578 risale il baluardo a punta di lancia che si protende verso il mare, che ingloba nella sua struttura una superstite torre medievale. Frutto delle moderne tecniche di difesa, il puntone aveva lo scopo di proteggere i fianchi del castello. Il piano di fortificazione interessò anche la città vecchia che fu munita di torri e mura per la difesa da un eventuale attacco portato da terra.

Imponenti sono la Torre Ippolita, la Torre Duchesca e la Torre Alfonsina, una torre doppia aperta al centro che funge da ingresso alla città vecchia. Su questo lato della città vecchia, si trova un piccolo fortino a forma di bastione che batteva il porto e la terraferma.

Per meglio comprendere il dramma vissuto da Otranto, è indispensabile una visita alla cattedrale, che fu devastata dai Turchi, dove si trova una parte dei resti degli 800 martiri che furono decapitati sul Colle della Minerva.

Un video guida sulla storia del Castello Aragonese di Otranto

Il Castello Angioino-Aragonese di Gallipoli

Da Lecce (S.S. 101); da Maglie (S.S. 459); dal Capo di Leuca (S.S. 27). In treno. giunti a Gallipoli, ci si dirige verso la città vecchia attraversando il Corso.

Conviene sostare nei pressi del ponte e procedere a piedi alla visita del centro storico. Gallipoli vecchia (dal greco kalè polis, città bella) sorge su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte.

Furono i Veneziani, nel XV secolo, a progettare di tagliare l'istmo che legava alla terraferma la penisola di Gallipoli, per collegare i due porti naturali e per rendere meglio difendibile la città.

Pare che Gallipoli abbia avuto un imponente sistema difensivo sin dal tempo della Magna Grecia e poi dei Romani. Le fortificazioni dei Bizantini resistettero addirittura all'urto dei Normanni.

Gli Angioini rinforzarono il castello preesistente facendo costruire l'imponente bastione poligonale, ma furono gli Aragonesi a rendere le fortificazioni più solide e sicure.

Alla fine del Quattrocento, l'architetto senese Francesco di Giorgio Martini progettò la costruzione delle tre robuste torri angolari scarpate e dell'avamposto del Rivellino, proteso verso la terraferma.

In origine questa struttura era collegata al castello, ma poi fu staccata e vi si accedeva da un ponte levatoio. Questo complicato sistema difensivo, unito ai molti pezzi di artiglieria e al valore della popolazione locale, servirono a scoraggiare eventuali invasori.

Un video sul castello Angioino di Gallipoli

  • Luogo di incontro

Lecce, nei pressi del Castello Carlo V.

  • Percorso dell'itinerario turistico
Castelli di Lecce, Copertino, Cavallino, Acaya, Roca Vecchia, Sternatìa, Corigliano d'Otranto, Otranto, Castro, Andrano, Depressa, Tricase, Tutino e Gallipoli.
  • Durata del percorso

Da due a tre giornate.

  • Difficoltà del percorso

Disponibilità a camminare per brevi tratti.

  • Modalità di esecuzione del percorso

Brevi visite guidate a piedi e spostamenti in auto.

  • Località interessate

Lecce, Copertino, Cavallino, Acaya, Roca Vecchia, Sternatìa, Corigliano d'Otranto, Otranto, Castro, Andrano, Depressa, Tricase, Tutino e Gallipoli.