Cerca la tua vacanza e richiedi un preventivo!

Festa piccinna di Sant'Oronzo a Botrugno

  • Botrugno, dal 19/02/2016 al 20/02/2016

La Festa del Patrono Sant'Oronzo è anche detta Festa piccinna di Sant’Oronzo o Santu Ronzu piccinnu, o La capu te Santu Ronzu si festeggia il 20 febbraio, con la ricorrenza si rievoca il miracolo del santo compiuto in occasione del devastante terremoto verificatosi proprio in quella data dell'anno 1743.

La Festa piccinna di Sant’Oronzo tra leggende, usanze e tradizioni

La celebrazione dei riti religiosi in occasione della Festa di Santu Ronzu piccinnu si svolgono in forma minore rispetto alla più sontuosa ricorrenza estiva del 26 agosto, dedicata al medesimo santo e protettore cittadino.

La capu te Santu Ronzu

La festa religiosa viene spesso definita La Capu te Santu Ronzu, il motivo per cui è stata adottata un'espressione così insolita per riferirsi ad una festa devozionale è dovuto al fatto che in Processione, per le vie della città, non viene condotta la statua intera del Santo, ma la raffigurazione in cartapesta della sola testa, in ricordo del suo martirio.

La macinula te Santu Ronzu e la riffa del maialino

In occasione della festa invernale per Sant'Oronzo i Botrugnesi sono soliti ripetere un singolare rito, per l'intera giornata viene esibita in piazza la cosiddetta macinula te Santu Ronzu, si tratta di un arcolaio, ossia uno strumento semplice, utilizzato in casa per districare le bobine di cotone, fatto di legno e dalla forma cilindrica o conica.

La Macinula di Botrugno tuttavia non è esattamente un arcolaio ma una variante di esso, ha la medesima funzione, è costituita da un albero con una sorta di piccola impalcatura girevole, fatta di stecche di legno e dal diametro regolabile.

Ebbene, i Botrugnesi usano appendere alle stecche della Macinula di Santu Ronzu ogni ben di Dio: pomodori gialli e rossi legati assieme da un filo, melograni, meloni gialli, peperoni, vino, olio, sugo di pomodori, arance, formaggi e verdure fresche di stagione; il tesoro viene cumulato grazie ad una questua eseguita dal Comitato promotore, che si muove di porta in porta per le case del paese.

La macinula, tanto più ricca quanto più son generosi i cittadini, viene esibita per diversi giorni, fino a quando, giunto il fatidico 20 febbraio, il Simulacro del Santo ritorna in chiesa e allora si procede ad un'estrazione a sorte per assegnare il premio della macinula al devoto più fortunato.

La riffa prevede anche l'assegnazione di un simpatico maialino, il premio qui appare ancora più interessante, non tanto per il valore delle sue carni ma per la benevolenza che l'animale ispirerebbe ai santi Oronzo e Antonio, che, secondo la tradizione orale religiosa locale, gli offrirebbero la loro protezione; tant'è che la bestiola, ancora oggi, quei giorni può girare indisturbata grugnendo per le vie della cittadina, fin sull’uscio delle case e alla ricerca di cibo.

Oronzo e Fortunato: decapitati e dimenticati

I Santi Oronzo e Fortunato nel corso della loro vita di cristiani, furono perseguitati da tale Antonino, emissario di Nerone, che osteggiò sempre la loro missione di predicazione del Vangelo, arrivando prima ad arrestarli e, quando poi lo ritenne opportuno, a farli decapitare.

Il 26 agosto del 68 d.C. i due furono condotti a pochi chilometri fuori da Lecce, nel luogo in cui ora sorge la chiesetta denominata dai leccesi, non a caso, La Capu te Santu Ronzu oppure Santu Ronzu te fore, e qui furono decapitati.

Pare che la testa non sia mai stata ritrovata e che la chiesa cattolica non abbia mai avviato il processo per la santificazione.

Le tre immagini emblematiche della Festa de Santu Ronzu Piccinnu: la testa del santo, la statua, il maialino e la macinula

Le tre immagini emblematiche della Festa de Santu Ronzu Piccinnu: la testa del santo, la statua, il maialino e la macinula

Per informazioni dettagliate sulla Festa de Santu Ronzu Piccinnu, specie per le date che possono subire modifiche, è consigliabile consultare il sito ufficiale del Comune di Botrugno.

Mappa