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Festa e Fiera di San Giorgio a Corigliano d'Otranto

  • Corigliano d'Otranto, dal 25/04/2016 al 27/04/2016

La Festa e Fiera di San Giorgio a Corigliano d'Otranto si svolge nell'ultima decade del mese di aprile, la manifestazione dura quattro giorni, ed è una vera e propria fiera paesana in cui avviene l'incontro tra cultura popolare e tradizione religiosa.

Festa di San Giorgio: mercato degli animali, carretti e rito delle Vutti

Al di là dei tradizionali riti devozionali dovuti al santo, come la Santa Messa e la processione, soprattutto la popolazione coriglianese freme nell'attesa dell'antica fiera.

L'Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Proloco, continua a mantenere vive le vecchie tradizioni.

Durante la Festa di San Giorgio i promotori organizzano alcune mostre, rievocazioni storiche dell'evento, attività di intrattenimento per i bambini, come la Caccia al Tesoro e tra le vie del centro storico, viene celebrato in chiave moderna il rito delle Vutti, ovvero la degustazione e la promozione dei prodotti dell'enogastronomia locale a cura della Coldiretti e l'esposizione dei prodotti dell'artigianato locale, il tutto accompagnato dalla musica popolare salentina.

Nei quattro giorni, tra le vie del paese e nelle vicinanze del Castello de' Monti sfilano anche i carri, le sciarrette e i cavalli agghindati a festa con fini paramenti e alcune squadre di giovani e meno giovani si sfidano in giochi di strada, come la tradizionale salita sul palo della Cuccagna o il Tiro alla Fune.

La tradizionale salita sul palo della Cuccagna che i giovani praticano il giorno della Fiera di San Giorgio

Il rito antico delle Vutti a Corigliano d'Otranto

In passato il mercato di fine aprile rappresentava un vero e proprio evento per la comunità, famosa è la celebrazione del cosiddetto, e su citato, rito delle Vutti.

Il cerimoniale prescriveva che quando due giovani si innamoravano, se vi era il consenso delle rispettive famiglie, il fidanzamento poteva essere annunciato, occorreva però attendere il giorno della Fiera di San Giorgio, solo a quella data infatti anche il resto del paese poteva essere informato, la comunità costituiva allora l’ultimo anello della catena delle relazioni sociali e per questo motivo doveva essere al corrente dell'accaduto.

Le famiglie dei fidanzati, giunto il fatidico momento, davano il via ad una piccola esibizione familiare, con una sfilata nel mezzo della fiera, il momento veniva poi benedetto presso la migliore osteria del posto, in cui immancabilmente veniva spillato in gran quantità il vino dalle botti per festeggiare, sì perché la traduzione letterale dal dialetto salentino del termine Vutti è Botti.

Da quel momento in poi i fidanzati potevano uscire e incontrarsi pubblicamente come coppia di ziti (fidanzati), andare a passeggio tra le bancarelle di scapece, mustaccioli e cupeta. La mattina dopo invece veniva dedicata al mercato e alla vendita degli animali.

La leggenda del contadino e il bue, il miracolo di San Giorgio e il mercato del bestiame

Infatti già ai tempi delle Vutti a Corigliano si narrava un'altra storia, quella del contadino che un giorno cadde in disgrazia a causa dello smarrimento del suo bue; lo sfortunato si recò presso il convento dei frati che era situato alle porte del piccolo borgo per chiedere aiuto proprio a San Giorgio, immediatamente dopo, uscito dalla chiesa ritrovò il suo animale piegato, in adorazione del santo.

Da quel giorno la tradizione vuole che gli animali vengano riuniti per essere benedetti, il raduno di tutti gli animali per questa ricorrenza, in quello stesso posto, è divenuto, col tempo, parte fondamentale della fiera di San Giorgio.

Oggi le vutti e il contadino scorato non si ricordano quasi più ma la fiera torna ogni anno, torna quel clima di festa, l'entusiasmo dei bambini davanti ai cavalli, gli animali da cortile che starnazzano nel fossato del castello e i carretti colorati; non manca inoltre la passeggiata alla festa, il piacere di entrare in un bar e chiedere una Mafaldina, un dolce, anch'esso di antica tradizione, a base di nocciola, pezzi di cupeta e una pralinatura di mandorle tostate.

Un'immagine del castello de' Monti e del suo fossato a Corigliano d'Otranto

Castello de' Monti e fossato a Corigliano d'Otranto

Il mito e le credenze popolari sul conto di San Giorgio

Quando Giorgio era ancora un cavaliere, la leggenda narra che si sia distinto per il suo coraggio nella città di Selem, dove la popolazione era minacciata da un drago, a cui venivano offerte in sacrificio due pecore al giorno, fino a quando il gregge, ormai decimato, non fu più sufficiente e la popolazione fu costretta a ricorrere al sacrificio umano di un giovane che sarebbe stato scelto a sorte.

Quando il destino sfortunato cadde sulla giovane figlia del re, il cavaliere Giorgio che si trovava a passare di lì, promise il suo intervento per evitare alla principessa quella morte crudele.

Fu così che Giorgio affrontò il terribile drago trafiggendolo con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra. Il mostro fu poi costretto a seguire la principessa fino alla città e al popolo spaventato venne promessa la salvezza e l'abbattimento di quella malvagia creatura se tutti si fossero convertiti al Cristianesimo e avessero accettato il battesimo.

In fine il drago fu ucciso e Giorgio entrò nel mito simboleggiando il bene che vince sul male. Per questa ragione San Giorgio è considerato santo patrono degli Scout e delle Guide.

Per informazioni dettagliate sulla Festa e Fiera di San Giorgio, specie per le date che possono subire modifiche, è consigliabile consultare il sito ufficiale del Comune di Corigliano d'Otranto.

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