Ubicata a 30 m s.l.m., dove il basso litorale sabbioso lascia il posto alle alte falesie che caratterizzano l’estremo litorale adriatico e ionico salentino, Torre del Serpe costituisce uno dei simboli del Salento. Oltre ad essere , insieme all’immancabile serpente che le si avviluppa attorno, della gloriosa e martire Otranto, Torre del Serpe testimonia come quel cristallino mare seppe anche dispensare paura, morte e distruzione. Costruita su un preesistente presidio militare posto a difesa di un tratto di costa lungo il quale si aprono facili approdi, secondo recenti indagini la torre fu già rimaneggiata nel periodo federiciano quando si provvide ad un primo piano di fortificazione della costa. La tipologia è quella delle torri tronco coniche che si impostano su un possente basamento, soluzione questa che fu progressivamente abbandonata a partire dal XVI sec. a favore di possenti torri più basse e tozze, ma con murature più spesse e resistenti all’artiglieria da fuoco. Della antica torre rimane solamente la parete che guarda verso il mare lungo la quale si prono le finestre e le feritoie, mentre sono ancora visibili le tracce che sostenevano le travi in legno che costituivano i piani interni. Alla torre è legata una funesta leggenda secondo la quale, nottetempo, un raccapricciante serpente nero si arrampicava fino alla sommità per nutrirsi dell’olio della lampada che alimentava il faro facendo naufragare le navi di passaggio. Tale leggenda è forse legata alla triste sventura vissuta della torre, attonita quanto impotente testimone dell’eccidio degli otrantini nella triste estate del 1480.