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Cosa visitare a Martano

Chiesa Parrocchiale di Maria SS. Del Rosario (ubicata in Via degli Uffici)

Simbolo dell’espansione urbanistica di Martano nel corso del XVII sec., il complesso dei Domenicani si compone della Chiesa Parrocchiale intitolata alla Vergine del Rosario e dell’ampio Convento attualmente sede del municipio. L’edificio sacro presenta una facciata sobria ed elegante al centro della quale si imposta un semplice portale di ingresso inquadrato da colonne tortili lavorate in altorilievo con motivi vegetali, in linea con il gusto barocco del periodo. La trabeazione presenta una decorazione vegetale con al centro un puttino mentre sulla cornice stessa, al centro del portale, è collocata la statua di S. Domenico inquadrato da due capitelli vegetali ai lati. Nel registro superiore, in corrispondenza del portale di ingresso, si imposta un’alta finestra che presenta linee semplici ed eleganti. Due puttini reggono la trabeazione sulla quale è ubicata la statua della Vergine del Rosario con Bambino al centro di un timpano mistilineo. Conclude lo sviluppo verticale dell’edificio una cornice leggermente aggettante sotto la quale corre, per tutta la lunghezza della facciata, una decorazione dentellata che crea un sofisticato gioco di chiaro scuri. Due possenti paraste inquadrano il corpo principale, mentre ai lati due eleganti finestre illuminano le navate laterali. La chiesa presenta pianta a croce latina con tre navate voltate a crociera e sostenute da possenti pilastri, intervallate da tre altari per lato e due nel transetto. Entrando in chiesa, partendo da destra, si incontrano:
-  la statua della Vergine del Rosario e un altare in stile tardo Barocco Leccese datato al 1741 con una notevole tela raffigurante S. Tommaso d’Aquino e S. Vincenzo Ferreri trionfatori sugli eretici;
-    un notevole altare sempre in stile tardo Barocco Leccese, dedicato all’Arcangelo Michele. Edificato nel 1736 dalla potente e munifica famiglia Micali di Martano che, come celebra il cognome stesso, era legata alla figura dell’Arcangelo ritenuto protettore della casata;
-   altare in stile Barocco Leccese con ai lati le statue di S. Giacinto e S. Vincenzo e al centro una tela raffigurante la Crocifissione;
Nel braccio destro del transetto è ospitato una grandiosa macchina d’altare in stile Barocco Leccese che presenta quattro colonne tortili profusamente decorate con motivi vegetali, puttini ed uccellini. Ai lati campeggiano le figure dei Santi Pietro e Paolo mentre sul fastigio sono presenti i quattro Dottori della Chiesa Latina, i Santi Agostino, Girolamo, Ambrogio e Gregorio. Nel paliotto d’altare campeggia una elegante raffigurazione dell’Apparizione della Vergine a S. Domenico mentre una bella tela raffigura sempre la Vergine che consegna il SS. Rosario a S. Domenico di Gùzman. In alto, al centro, una tela raffigura S. Rita. La parete di fondo presenta due eleganti vetrate raffiguranti la Crocifissione e la Pentecoste. L’altare maggiore, in marmo bianco, data al 1752 e presenta una fine decorazione a tarsie marmoree che i Domenicani commissionarono al marmoraro napoletano Gennaro Cimafonte. La zona absidale presenta interessanti tele contemporanee, quali il Trionfo del Rosario del cistercense Agostino Caputi e datata al 1992. La tela, partendo dalla simbolica data del 7 ottobre 1571, in cui la flotta cristiana sconfisse quella turca nella celebre battaglia di Lepanto, celebra il cammino della Chiesa che raggiunge l’apice nel celebre incontro tra Papa Giovanni Paolo II e il vertice della Chiesa Ortodossa Dimitrios II. Sul fondo dell’abside la Deposizione di Cristo di Alessandro Fracanzano. Notevole la conformazione delle figure e il pathos della raffigurazione. In alto, le vetrate raffigurano la Resurrezione, la Madonna di Lourdes, S. Francesco d’Assisi e S. Antonio da Padova. Proseguendo verso la navata sinistra si incontra l’imponente altare che occupa il braccio sinistro del transetto. Quattro colonne tortili inquadrano figure scolpite e dipinte che celebrano la grandezza e l’importanza dell’ordine. Tra le colonne S. Gioacchino, S. Lucia, S. Giuseppe e S. Apollonia mentre nel paliotto d’altare la Vergine con il mantello protegge i Domenicani. Sul fastigio le statue di S. Paolo e S. Sostene. Notevole la tela raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino tra s. Domenico e S. Caterina da Siena mentre al centro è collocato lo stemma dei Domenicani circondato da dipinti raffiguranti i misteri del Rosario. La parete risulta, come nel braccio destro, sfondata da vetrate istoriate raffiguranti la Natività di Gesù e l’Incoronazione della Vergine. Si entra nella navata sinistra si incontrano rispettivamente:
-    un altare in stile barocco, ma con decorazioni più sobrie con, al centro, la tela della Circoncisione di Cristo opera del neretino Antonio Donato d’Orlando, pittore caro all’ordine. La tela merita particolare interesse. Nella parte alta è raffigurato il nome di Gesù nello stemma di S. Bernardino e l’iscrizione CELESTIUM mentre al centro vi è la rappresentazione del mistero del Sommo Sacerdote con Gesù Bambino, la Vergine e S. Giuseppe e l’iscrizione TERRESTRIUM. Nella parte bassa della tela è raffigurato l’Inferno con l’iscrizione ET INFERNORUM;
-    l’altare centrale presenta un tipico altare barocco con colonne tortili e due statue laterali. Al centro il Transito di S. Caterina da Siena;
-    l’ultimo altare, il primo a sinistra accanto all’ingresso, presenta ancora un altare in stile barocco con le statue delle Sante Lucia e Caterina d’Alessandria mentre nel fastigio collocato in alto vi è la datazione dell’altare, 1725. Notevole la tela di S. Pietro Martire Domenicano. Da notare il dinamismo che permea la figura del carnefice pronto a vibrare il fatal colpo, mentre il santo leva al cielo lo sguardo e scrive con il dito bagnato di sangue la parola CREDO.
Prima di lasciare l’edificio è opportuno notare l’organo settecentesco sulla cantoria della porta di accesso alla chiesa.