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Cosa visitare a Martano

Chiesa Matrice di Maria Santissima Assunta

Edificata alla fine del Cinquecento dove sorgeva la vecchia Matrice, legata ancora alla tradizione bizantina, la nuova e imponente costruzione si presenta come un raffinato incontro di stili e gusti differenti nell’arco dei circa due secoli di durata dei lavori di costruzione e ornamento dell’edificio. Dedicata alla Madonna Assunta la Chiesa fu iniziata nell’anno 1596, come si evince dall’epigrafe collocata sul sontuoso portale di ingresso, la quale recita:
“HOC CIVES POSUERE, DEI MATRIQUE DICARUNT – A.D. 1596”
ossia: "Questo tempio i cittadini edificarono e donarono alla Madre di Dio – A. D. 1596".
Nel 1608, in occasione della Visita Pastorale di Monsignor Lucio De Morra, la popolazione di Martano seguiva le celebrazioni liturgiche presso la Cappella di Santa Sofia, un tempo collocata presso l’omonimo Largo e ormai distrutta. Ancora nel 1638 l’edificio era in fase di costruzione. Data a quest’anno, infatti, la costruzione dell’ingresso laterale il quale fu ripreso ne 1686. Agli inizi del Settecento data la costruzione del coro, ultimato verso il 1740, mentre nel 1760 fu costruita la sacrestia, nel 1781 la grande cappella dell’Assunta e nel 1790 la cappella di Sant’Oronzo. Al 1845 data, invece, la collocazione delle acquasantiere in marmo policromo provenienti dalla Chiesa del Rosario. La facciata presenta degli interessanti elementi che permettono di individuare l’intervento di Giovanni Maria Tarantino da Nardò e della sua squadra, composta da “mastri fabbricatori” di Nardò. La presenza del Tarantino, uno dei migliori artefici dell’architettura tardo – cinquecentesca nel Salento, è sintomatica dell’evoluzione del gusto nell’area grika, con la scelta di avvalersi di maestranze provenienti “da fuori” rispetto alle consuete e abusate maestranze locali, ancora pervase da stilemi bizantini e orientaleggianti con i quali la tradizione decorativa locale si sarebbe sempre confrontata. La facciata si presenta divisa in due registri da una semplice cornice. Il portale centrale presenta due leoni stilofori sui quali si impostano due colonne con il fusto lavorato a scaglie che sorreggono la trabeazione con l’epigrafe dedicatoria. Al centro una nicchia con la pregevole statua della Vergine Assunta. Il registro inferiore si presenta ritmato da semplici paraste che scandiscono la facciata. La facciata superiore si presenta più ricca e il notevole sviluppo in verticale permette al luogo di culto di elevarsi simbolicamente su tutti gli altri edifici. Al centro si imposta un ampio finestrone con transenna mentre ai lati due nicchie vuote conferiscono ritmo all’insieme. Ai lati, le paraste del piano inferiore proseguono in due paraste binate unite da una ghirlanda di fiori, elemento caro alla tradizione decorativa del Tarantino. Ai lati eleganti volute raccordano i due registri della facciata, mentre un timpano spezzato conclude il notevole sviluppo verticale della facciata. Notevole l’impiego di puttini e rosette nelle cornici e nelle trabeazioni che sembrano quasi preannunciare le esuberanze del Barocco Leccese. A sinistra dell’imponente edificio un secondo ingresso, caratterizzato ancora dall’impiego delle rosette, simbolo della Vergine. L’interno è sontuoso pur nella sua elegante semplicità. L’edificio misura 33 m. in lunghezza per 17 m. di larghezza con tre navate e transetto. Nelle navate trovano posto due cappelle di m. 7 x 5 ca ciascuna. Partendo da destra vi è l’altare dell’Immacolata Concezione che reca la data di esecuzione, 1618. Segue il notevole altare del Santissimo Sacramento, datato al 1750, accompagnato dai Santi Bonaventura, Pasquale e Tommaso d’Aquino mentre in un ovale è raffigurato San Gaetano della Provvidenza. Accanto vi è l’altare della Vergine Annunziata con la notevole tela dell’Annunciazione di Oronzo Tiso. Nel transetto destro trova collocazione l’altare della Madonna dell’Assunta con la tela raffigurante la Vergine che ascende al cielo e i Santi rapiti in estasi. Presso l’altare è collocata anche la statua di San Domenico e di San Pietro d’Alcantara, considerati rispettivamente patrono e compatrono di Martano. Proseguendo ecco l’altare maggiore realizzato verso la fine del XVIII sec. per mano dello scultore Vito di Martino Carlucci da Muro Leccese. Nella navata di sinistra sono collocati l’altare del SS. Crocifisso, datato al 1640 e di patronato della potente famiglia Corina, gli altari della Natività e della Resurrezione, curato dalla prodiga Deodata Indricci. Alla sinistra dell’ingresso ecco il Fonte Battesimale. Degni di nota il pulpito ligneo e il baldacchino, datati alla fine del XVIII sec. e l’organo a 33 canne, sempre della fine del XVIII sec. Notevole il soffitto ligneo del 1789, ripartito in 75 formelle con, al centro, il simbolo dell’Eucaristia. La Matrice presenta un campanile, forse incompiuto, con tre campane fuse nel XIX sec. e dedicate a S. Domenico, alla Vergine Assunta e all’Arcangelo Michele al Cuore di Gesù. La Matrice accoglie le statue di santi che un tempo ornavano gli altari di piccole cappelle, urbane e rurali, ormai distrutte.