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Cosa visitare a Martano

Chiesa di San Lorenzo o di Santa Maria di Apigliano detta semplicemente di Apigliano (ubicata presso il Casale di Apigliano sulla Strada Provinciale Martano – Soleto)

Il Casale di Apigliano ha origini molto antiche, essendo datato al XII – XIII sec. Dell’antico insediamento resta solo una chiesa, le “pozzelle”, ossia il tipico sistema di approvvigionamento idrico di zone secche e aride del Salento (le “pozzelle” sono presenti nell’area grika, ma anche in altri centri del Salento) e l’area cimiteriale del piccolo casale. L’edificio sacro, fondato sicuramente nel XII – XIII sec., presentava una pianta ad una sola navata, tipico delle piccole chiese attorno alle quali si raccoglieva popolazione di liturgia greco ortodossa e cattolico bizantina. L’antica cappella ormai non esiste più in quanto completamente rifatta nel corso del Cinquecento. L’interno presenta un solo altare dedicato alla Vergine e degli affreschi purtroppo in pessimo stato di conservazione, nonostante recenti interventi di restauro e recupero. Sull’architrave dell’ingresso è presenta una iscrizione in greco bizantino tradotta dal celebre Andrè Jacob, esperto di iscrizioni ed epigrafi greche. L’iscrizione recita:
“La presente porta della Santissima Vergine è stata costruita nell’anno 1582 della venuta al mondo del Signore”.
Da sottolineare l’utilizzo della lingua greca ancora alla fine del Cinquecento, segno tangibile che la popolazione che si riuniva in loco per le messe non era composta solo da popolo minuto, ma anche da personalità di un certo rilievo che ancora impiegavano l’antica lingua dei padri per parlare e scrivere. Ancora nella seconda metà del XIX sec. si ha notizia di famiglie benestanti che facevano celebrare messa ad Apigliano, mentre attorno alla chiesa si svolgeva un piccolo mercato di prodotti agricoli, punto di incontro di genti di Martano e Zollino. Da recenti indagini storiche e archeologiche condotte dall’Università di Lecce è stato tracciato il quadro della vita di Apigliano e sono emerse interessanti informazioni sulla vita nel Medio Evo. Dalle indagini condotte è emerso che, a causa dell’aridità del posto e della scarsità d’acqua, il casale fu progressivamente abbandonato già sul finire del Medio Evo, salvo continuare a frequentare il sito per le celebrazioni liturgiche. La popolazione di Apigliano avrebbe contribuito a popolare i vicini centri di Martano e Zollino. Attorno a questo spopolamento si è sviluppato un corpus interessante di miti e leggende, i “cunti” della tradizione orale locale, miti che parlano di invasioni di serpenti e vipere, di rapimenti di donzelle e dell’orrido “ciporco” (dal greco: giardino dell’orco) che abita le campagne della zona.