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Cosa visitare a Martano

Castello Baronale Trani già Delli Monti (prospetto principale in Via Marconi)

Riportata in un inedito documento del 1468 come terra Martano, al momento del sacco di Otranto del 1480, presentava delle strutture difensive (fossato, porte, mura e un castello) capaci di respingere un sanguinoso assedio. Tali strutture furono potenziate e ammodernate dopo la riconquista di Otranto (1481). Il castello presenta la tipica impostazione fortificatoria del periodo aragonese con un mastio caratterizzato da possenti mura scarpate raccordate da poderose torri cilindriche, le quali sarebbero state sostituite dal bastione scarpato a punta di diamante peculiare dell’architettura militare del XVI sec. Al centro si imposta l’ampia corte dalla quale si accedeva ai locali di servizio (stalle, magazzini, …) e al piano nobile, destinato ad abitazione del barone e all’amministrazione della legge e del territorio. A partire dal XVI sec., quando signori di Martano erano i Delli Monti, l’aspetto del castello aragonese inizia un percorso di cambiamento che lo avrebbe portato a diventare, nel corso del Settecento, un nobile palazzo baronale che avrebbe mantenuto un impianto militaresco non privo però di eleganze. Nel 1649 ai Delli Monti si sostituiscono i Trani, già signori di Corigliano d’Otranto ed inizia una ridefinizione degli spazi in termini di maggiore eleganza estetica alla quale contribuì Francesco Manuli di Corigliano d’Otranto, fecondo architetto/artigiano attivissimo nell’area ellenofona della Grecìa Salentina. La facciata principale su Via Marconi presenta alte e luminose finestre caratterizzate da cornici semplici e da elementi decorativi quasi contratti. Nella parte alta, ad interrompere lo sviluppo verticale della facciata, una elegante e semplice cornice intervallata da brevi pilastrini. Nella parte bassa, notevole il grande arco dentato che immette alla corte e che sfonda la possente muratura, ancora scarpata in alcuni punti, della facciata aragonese. Da qui un’ampia scalinata immette al piano nobile, caratterizzato da sale spaziose e luminose grazie alle alte finestre che affacciano tanto in strada quanto nella corte centrale. Notevole l’ampia sala coperta con volta a botte poggiante su costoloni rampanti, ritrovato del Manuli applicato anche in ulteriori edifici da lui realizzati nei paesi dell’area greca. Ulteriori interventi conservativi e di ammodernamento il Castello Baronale di Martano conobbe solo nel corso del XVIII sec. Questa volta fu interessata la facciata di Via Pomerio nella quale si legge la mano di Tommaso Margoleo di Martano, famiglia di abilissimi architetti/artigiani attivi anche nei centri limitrofi (vd. Palazzo Ducale Ghezzi di Carpignano Salentino). L’impostazione riprende quella della facciata di Via Marconi, con ampie e alte finestre, ma qui si impone una maggiore ricercatezza nelle simmetrie fra parte alta e parte bassa della facciata oltre alla corrispondenza tra la finestra centrale del piano nobile, leggermente accentrata verso il basso e la porta di ingresso al piano basso. Il corpo di fabbrica si stacca leggermente dalla struttura preesistente, quasi a segnare simbolicamente un distacco tra vecchio e nuovo. Nel corso del XIX sec. ulteriori interventi avrebbero riguardato soprattutto le vestigia interne. Degna di nota è l’aderenza del castello al tessuto urbano della terra come si evince dall’analisi degli edifici ubicati su Via Roma i quali si impostano sulle strutture murarie del vasto edificio.