La fondazione del primo museo di Puglia si deve all’erudizione, al collezionismo e alla passione per le arti e l’archeologia del suo fondatore, il Duca di Cavallino Sigismondo Castromediano, noto filantropo e Presidente della Commissione di Arte e Antichità che aveva promosso l’istituzione del museo a Lecce. Istituito nel 1868, il Museo Provinciale era collocato presso il Convento dei Celestini, ma a partire dal 1979 è stato trasferito presso il Collegio Argento, fondato nel 1888 dai Padri Gesuiti e opportunamente rivisto e ristrutturato per rendere la nuova struttura museale efficace e confortevole, in grado di rispondere alle esigenze di funzionalità di un moderno museo. Essendo il primo museo istituito in Puglia, il Museo Provinciale di Lecce raccoglie testimonianze archeologiche e artistiche provenienti anche da altre province, soprattutto da bari e Taranto. Il museo si divide in cinque sezioni:
- sezione didattica- la prima sala del museo è occupata da un grande plastico del Salento in cui sono riportate, mediante una efficace simbologia, le varie aree di interesse archeologico secondo criteri cronologici. Il plastico serve per guidare i visitatori alla scoperta delle ulteriori sale del museo. Dalla sala didattica, infatti, si passa al settore antiquario;
- antiquarium- nelle teche sono esposti notevoli ritrovamenti archeologici. Notevole la collezione di vasi attici a figure nere e a figure rosse, rispettivamente del VI e V sec. a.C. e di reperti provenienti anche da Canosa di Puglia, Ruvo ed Egnazia. Notevole anche il patrimonio di testimonianze del periodo messapico (i Messapi abitarono il Salento leccese e vaste zone delle province di Brindisi e Taranto tra VII e I sec. a.C. Città come Ugento, Muro Leccese, Vaste, Ostuni, Manduria, Ceglie Messapico sono di origine messapica) e di vasellame di produzione “italiota” databile tra V e IV sec. a.C. L’ antiquarium è ricco anche di una collezione di bronzi e di terrecotte, nonché di iscrizioni ed epigrafi messapiche, romane e bizantine;
- sezione topografica- mediante la documentazione topografica viene presentata una mappatura del Salento, da Lecce a Leuca, con l’intera stratigrafia dalla preistoria sino al Medio Evo, mentre le teche e gli espositori presentano materiale e testimonianze emerse nei diversi scavi;
- pinacoteca- la pinacoteca del museo si compone di due sale: la prima sala comprende una copiosa raccolta di dipinti, sculture e icone. Tra i tesori vanno annoverati due polittici del XIV sec., uno di scuola veneziana e l’altro attribuito alla scuola del Vivarini. La seconda sala raccoglie opere del Seicento e del Settecento che testimoniano i profondi e proficui rapporti tra Lecce con Napoli e Roma. Notevoli le tele di Oronzo Tiso, considerato uno dei migliori pittori nostrani del XVIII sec. La sala comprende anche una cospicua raccolta di ceramiche e vetri di Murano, oltre ad una collezione di piatti di Castelli degli Abruzzi;
- sale mostra- il museo si compone anche di ampi spazi espositivi destinati a mostre ed esposizioni, tanto da fare del Museo Provinciale un fiore all’occhiello nella promozione culturale per l’intero Salento. Quando le sale non sono occupate da mostre sono interessate da esposizioni di opere di pittori salentini attivi tra Ottocento e i primi del Novecento, quali Gioacchino Toma, il Ciardo e il Barbieri, Gaetano Martinez, D’Andrea e Calò.
Il museo comprende anche un laboratorio di restauro di manufatti antichi e di opere d’arte. Il Museo Provinciale ha ospitato fino a tempi recenti la Biblioteca provinciale “Nicola Bernardini”, fonte di sapere e conoscenza per chiunque volesse studiare e conoscere la storia di Lecce e del Salento e dei suoi figli migliori. Ricca di libri e documenti, la Biblioteca vanta anche una raccolta di manoscritti e cinquecentine e incunaboli provenienti dai numerosi e proficui centri scriptoria presenti nel Salento.