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Stemma Civico e Toponimo del Comune di Bagnolo del Salento

STEMMA DI BAGNOLO DEL SALENTO
L'attuale gonfalone di Bagnolo mostra una Sirena, dalle forme prosperose, che suona la lira. Nel 1928 il podestà Antonio Papaleo, commissionava all'artista Realino Sambati, due stemmi, uno per il Comune e l'altro per la milizia volontaria sicurezza nazionale, come ancora prima dell'800 si evince dalla colonna a San Giorgio, dalla cappella Mater Domini, dai timbri municipali e parrocchiali, la Sirena, simbolo di Bagnolo, appariva bicodata e non dissimile da quella del mosaico otrantino. Tutto questo indice a ritenere che a quell'opera musiva idruntina (1163-1165), precedente all'elevazione ad "universitas casali Balneoli" del XV secolo fosse ispirata quella del paese.

Tuttavia occorre dire che gli stemmi dell'araldica, imposti dai Normanni, sono spesso ideazioni successive alla nascita dei casali, spesso fantasiose e
senza alcuna riferimento al territorio, ereditate dal feudatario, o legate a situazioni casuali. L'attuale stemma del gonfalone bagnolese, specie per ciò che concerne la sirena, è diverso da quello conservato in casa Pedone, ed è diverso da quello visibile sul basamento dell'altare della cappella Mater Domini, come differente è pure da quello sulle carte comunali ed ecclesistiche intestate del XIX secolo e ancora dal bassorilievo sulla facciata sud del monumento a San Giorgio. Da uno stemma quindi non necessariamente ne deriva una storia.

TOPONIMO DI BAGNOLO DEL SALENTO
Il tponimo Bagnolo ha nel passato le diciture di Banghiolo, Bagniulo, Balneolus, nei documenti risulta essere una espressione piuttosto antica, già nel 1166 ai tempi di re Guglielmo II il Buono; le forme Bagniulo e Bagnuolo venivano usate nei documenti notarili scritti in volgare.

Consultando alcuni studiosi come l'Arditi, il De Giorgi, il De Simone, il Giustiniani, il Maselli e il Tanzi si incontrano anche i nomi di Balneum e Balineum che significherebbero luogo di bagni risalenti all'epoca romana; Balneous è la probabile trasposizione di Balneum; Balneolum: nome del corso sotterraneo che alimenta la falda freatica; (dal latino parlato Baneolum per Balneolum diminutivo di Balneum ovvero bagno).

Ci sono però delle teorie contrastanti e forse più plausibili: i toponimi rurali come pure dei casali, in genere derivano dal quadro paesaggistico o dalle attività produttive prevalenti nel territorio. Se si vuol ritenere improbabile l'origine romana del paese, il toponimo Bagnolo può non derivare dal latino Balneum secondo il suo significato più comune di bagno.
Il termine Balneum indica pure il contenitore o l'ambito in pietra o ancora la "foggia", scavata nella roccia, nella quale si estingue la calce viva. Senza voler giungere a rapide ed approssimative conclusioni, sono da considerare alcuni dati noti e verificabili che insieme forniscono sicuramenbe elementi di curiosità per ulteriori ipotesi: Bagnolo oltre che di acqua è ricco di roccia; "li cuti 'mmenzu 'lla chiazza" è la locuzione dialettale e arcaica che si riferisce alla presenza di ampie voragini (visitate anche da speleologi) nel sottosuolo della piazza centrale del piccolo comune, e non si tratta di favolose terme per i patrizi romani, ma di più realistiche "Taiate", ovvero cave da cui si veniva estratta pietra per la costruzione di edifici pubblici e case private, poi le "Taiate" sono divenute ampi serbatoi di acqua piovana ed altro.

 

Mappa Bagnolo del Salento