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La storia di Veglie

Probabilmente Veglie risale al periodo dei primi insediamenti dei Messapi nel Salento. Testimonianze archeologiche che lo provano sono il ritrovamento di una tomba, nel 1957, con un corredo funerario che consisteva in un vaso apulo a figure rosse, un piatto rustico e uno strigile di bronzo del IV-III secolo a.C.

Successivamente si registrano varie incursioni di popolazioni provenienti dal mare, e poi i romani che lasciarono un evidente segno: le vie del centro storico di Veglie seguono lo schema del reticolo di tipo romano, all'interno dello stesso centro sono state rinvenute, anche in questo caso, delle tombe, anche qui un corredo funebre che risale appunto ai Romani.

Il nome "Veglie" probabilmente non deriva da Elos, che in greco-bizantino significherebbe "palude", ma dal nome romano di Velio o Velia.

Durante il X secolo Veglie vive un periodo di crescita e prosperità, dopo l'invasione e le distruzioni dei Saraceni, l'imperatore bizantino Niceforo Foca favorì l'arrivo di coloni greci e profughi dei casali limitrofi: Santa Venia e Bucidina. Prima di diventare un centro bizantino Veglie sarebbe stata una piccola comunità di contadini, che stanziavano sul pendio di un promontorio, e solo dopo si organizzò e assunse veramente la natura di comune, si crede infatti che a questo periodo risalga la sua origine.

I greco-bizantini occuparono il territorio di Veglie fino al XIV secolo, nel 1300 infatti le messe si celebravano col rito greco nella chiesa parrocchiale che si trovava nel centro del casale di "Velle".

Nel Medioevo troviamo una Veglie legata territorialmente e storicamente a Copertino. Tancredi D'altavilla assegnò il feudo di Veglie a Spinello Delli Falconi nel 1190. Poi Manfredi ereditò il principato di Taranto incluso quelli di Copertino e Veglie. Infatti già nel 1266 la contea copertinese si ampliò includendo il territorio di Veglie.

Leverano, Galatone e Veglie passano poi a far parte dei possedimenti di Carlo I D'Angiò, il quale li regala nel 1268 a Gualtieri di Brienne.

Fino al 1463 Veglie rimane francese quando poi subentrò una famiglia Belga: i D'Enghien. Nel 1419 Caterina Del Balzo, figlia di Maria D'Enghien, sposa Tristano di Chiaromonte, e la contea di Veglie insieme all'attuale San Vito dei Normanni passano alla neonata unione. Nel 1487 con "Congiura dei baroni", e la bolla di Federico D'Aragona, Veglie finisce nelle mani della corona.

All'inizio del 1500, durante il conflitto tra Francesco I e Carlo V, Lecce fu assediata e così anche i paesi vicini, tra cui Veglie. Grazie ad una strenua difesa Lecce e i paesi nei dintorni ebbero la meglio, ma la vittoria costò cara. anche per queste ragioni, successivamente Alfonso Castriota, signore della contea di Copertino, inclusa la località di Veglie, ristrutturò la cinta muraria e ricostruì la porta principale, detta appunto Porta Nuova.

Nel 1557 Veglie viene acquistata da una famiglia di commercianti genovesi: gli Squarciafico, divenuti anche conti di Copertino.

Nei secoli successivi per diritto ereditario Veglie è governata dai feudatari nobili Pinelli, Pignatelli, ecc., fino a quando non diventa parte del nuovo Stato italiano nel 1860.

Purtroppo alla fine dell'Ottocento la cinta muraria eretta e fortificata nel corso dei secoli fu abbattuta. Solo Porta Nuova fu risparmiata, e nel 1908 fu posta una statua in pietra della Madonna Immacolata.

Mappa Veglie