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La storia di Supersano

Supersano come la gran parte dei comuni della provincia di Lecce ha origini molto antiche. Nel Pliocene, ovvero da 5 a 2 milioni di anni fa circa, la penisola Salentina era ancora emersa solo in parte, solo le zone in altura erano visibili, e la Serra supersanese era un tratto di terra rocciosa ampio circa 2 km. nel mezzo di un sistema di piccole isole che coincidono con le attuali Serre di Ostuni, Ruffano, Specchia, Tricase, Montesardo, Racale e Ugento.
Nel Pliocene dunque la Serra di Supersano era bagnata dal mare Mediterraneo, tuttora infatti sono visibili dei punti di erosione del mare sul costone della Serra nei pressi della masseria Pizzufalcone.

Non si hanno certezze circa la data di arrivo dell'uomo in questa area, tuttavia quando le acque iniziarono il loro lungo processo di arretramento nel Pleistocene, alla base della Serra vi furono dei forti movimenti sismici, si manifestarono i primi segni del fenomeno carsico, agevolato dai movimenti tettonici; in questa circostanza ebbero origine spelonche, grotte e antri. Ovvero dei rifugi naturali che rappresentarono un buon invito per l'uomo a fermarsi in questo posto, probabilmente per queste ragioni, oggi, sulle pendici della Serra ci sono tracce di presenza umana.

Molti materiali trovati anche in superficie e al di sotto del costone della Serra di Supersano provano la presenza dell'uomo nella preistoria, che inizia con il Paleolitico e arriva fino all'Età dei metalli.

Quelle rinvenute sono testimonianze molto deboli che non consentono di ricostruire le varie fasi succedutesi nel tempo, tuttavia rimangono prove certe della presenza dell'uomo preistorico nel Salento.
Nella contrada "Scorpo", un'area che fino al 1800 è stata paludosa e coperta dal Bosco di Belvedere e sita in una pianura ad ovest della Serra di Supersano, sono stati rinvenuti dei reperti che provano che l'uomo di Neanderthal è vissuto in quell'area dai 120.000 ai 35.000 anni fa ed ha convissuto dopo con l'uomo Sapiens Sapiens del Paleolitico Superiore dai 35.000 ai 10.000 anni fa. Due menhir, di età megalitica, ubicati nei pressi del bosco di Belvedere, darebbero maggior valore a questa ipotesi.

Nella contrada "Scorpo" sono stati trovati oggetti litici e di selce, la provenienza di questo materiale non è certamente salentina; invece è probabile che esso provenisse dalla terra del Gargano. Come sia potuto avvenire che delle pietre si siano spostate da una parte all'altra della attuale Puglia, in quella epoca, non si sa come spiegarlo; si può solo supporre che gli uomini che utilizzarono questi oggetti si siano spostati per motivi di caccia fino ad arrivare così lontano.

L'uomo visse nell'area di Supersano nel periodo del pleniglaciale Wurm II, durante il quale il clima cambia, il freddo si attenua, diventa meno rigido e diviene umido. Quasi nulla si può dire sulle abitudini di vita di questi uomini in quel periodo, l'unica certezza è che non vivessero isolati. Oltre alle armi in osso, agli strumenti del gravettiano e alle selci, sono stati trovati in questa zona anche oggetti in ceramica dell'Età del Bronzo, ovvero del periodo che va dal 2000 al 700 a.C., questi reperti si trovano ora presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Lecce.

Sul periodo storico della dominazione Bizantina nel Salento neanche si può dir molto. La vita associativa si svolgeva nelle vicinanze delle zone paludose di Sombrino o nei pressi del Bosco di Belvedere. Gli abitanti vivevano grazie alla caccia, all'agricoltura, all'allevamento di animali domestici e sfruttavano al massimo le risorse che il Bosco dava loro.

Al Medioevo, VI e VII secolo, invece risalgono i resti di alcune capanne trovati nella solita area di contrada "Scorpo". In questa area sono venuti alla luce due tipi di capanna domestica, denominata Grubenhauser, molto simile ad alcune capanne trovate nel nord Europa e di origine longobarda. Si tratta di un ritrovamento di particolare importanza, in Italia ci sono solo due casi di questo tipo, uno in provincia di Brescia, e l'altro in Toscana. Sono delle capanne costruite con canne e legno, su una buca. Non si sa a cosa servisse esattamente la buca, potrebbe darsi che il piano di calpestio fosse il fondo della fossa stessa, oppure il buco era una intercapedine utile come magazzino o deposito, o per isolare l'abitazione dalla umidità del terreno.

Durante il regno di Enrico VI, discendente di Federico I di Svevia, il feudo di Supersano si trovava nel territorio del principato di Taranto. Nel 1240, Federico II trasmise il feudo al figlio Manfredi Lancia. Con la battaglia di Benevento del 1266, il signore del Regno di Napoli divenne Carlo I d'Angiò, che nel 1272 diede il feudo a Filippo Montefuscoli, normanno. Risale a questa epoca la prima edificazione del Mastio di Supersano. Dopo la morte di Filippo Montefuscoli, senza eredi, il feudo di Supersano tornò al principato di Taranto. Il feudo fu poi di Filippo II, e nuovamente dei Del Balzo. Quindi Giovanna d'Angiò, regina di Napoli, divenne signora dell'intero Principato di Taranto togliendolo ai Del Balzo. Il re di Napoli, successore di Giovanna d'Angiò, fu Ladislao d'Angiò-Durazzo che cedette nuovamente il principato a Raimondello Orsini del Balzo.

Supersano subì l'invasione dei Turchi nel 1480. Il villaggio venne devastato e parte della popolazione fu uccisa e portata via. In seguito Supersano fu sotto la signoria dei D'Aragona, dei Carafa del Traetto, dei Gallone fino al 1806.

Mappa Supersano