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La storia di San Donato di Lecce

San Donato di Lecce presenta degli insediamenti risalenti alla preistoria, lo testimonia la presenza di una Specchia megalitica, e un altro stanziamento umano del Neolitico, quello di Specchiarosa. Altro segno evidente del passato è l'area archeologica fra le due specchie suddette cosparsa di trulli risalenti alla preistoria della tipologia dei nuraghe sardi, considerati patrimonio dell'umanità.

Invece all'anno 1000 a.C. risale una muraglia della popolazione dei Messapi, alcune parti della quale sono ancora visibili. I segni lasciati dalla dominazione romana forse sono ancora oggi i più evidenti: una diga le cui acque raccolte, venivano fatte scorrere fino alla residenza del centurione Vilius; la residenza romana contava 50 ettari, in zona di pianura, tale terra era irrigata e coltivata, essa stessa divenne in seguito il castello normanno.

Sia l'epoca dei romani, primo secolo dopo Cristo, sia l'epoca messapica, risalente a dieci secoli prima di Cristo, lasciarono dunque segni nel territorio sandonatese; non ci sono però relazioni tra i due popoli nè alcun tipo di continuazione nella geografia e nella antropologia tra i due periodi storici.
 
San Donato di Lecce ha un centro storico che ha origini dell'inizio dell'XI secolo d.C., il sito sandonatese corre lungo la dorsale del versante nord-est della Serra Salentina. Specialmente nel corso del secolo XIX il paese è andato crescendo in tutte le direzioni, urbanizzando tutte le aree circostanti, principalmente grazie all'arrivo della ferrovia; che tocca San Donato di Lecce lungo la tratta Lecce-Maglie.

Vigliano fu distrutta dai barbari, così come accadde per molti centri urbani salentini, rinacque grazie all'impulso rinnovatore dei Normanni; assunse il nuovo nome di San Donato, in onore del Santo che fu Vescovo di Arezzo durante il IV secolo d.C..

Fu feudo della famiglia Vaaz d'Andrada, Capece e Bonvicini. Passò poi sotto il dominio dei Ramoros dell'Anos e della famiglia Massa di Lecce, poi il barone Pasquale Maiorana, soprannominato il Caffariello, ottimo musicista e uomo ricco, ricostruì e rinnovò il castello di San Donato fino a farlo diventare Palazzo nobiliare, il barone Maiorana acquistò poi l'intero feudo e il titolo di Duca nel 1759.

L'area della cosiddetta terra, nel corso del secolo XIX venne coperta di vigne e le fu dato il nome di Vigna del Pozzo, in qualità di principale pozzo del paese, che durante l'estate aveva scarse possibilità di approviggionamento di acqua. Le masserie dell'agro di San Donato sono le prove più esaurienti della rinascita del Casale nell'XI secolo. Le masserie furono edificate contemporaneamente al Casale sulla Serra, e conservano, le strutture delle origini fatte di pietre e malta di bolo.

La Chiesa Matrice di San Donato nacque in epoca normanna, ne sono rimaste solo le basi. Le masserie in questa zona sono numerose: Masseria Felici dal nome di uno dei proprietari, Felice Perrone. Perrone è una altra masseria del feudo che deriva il nome dalla famiglia di un Arciprete che la possedette, lo stesso Felice suddetto. Questa Masseria esiste tuttoggi e conserva un pozzo artesiano. Masseria Papa è un'altra masseria ereditata dal passato, è un sito archeologico di valore, è di origini preistoriche. Prende anche questa il nome dalla famiglia che la possedette dal XVIII secolo, in essa si trova uno dei due frantoi oleari ipogei ancora non distrutti. Masseria dei Preti è la terza delle masserie dell'agro.

Mappa San Donato di Lecce