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La storia di Poggiardo

La leggenda narra che il sito dove è ubicato ora Poggiardo è stato scelto da un bue: nell'alto Medioevo, i superstiti alle invasioni dei Goti dei tre casali Casicalvi, Soranello e Puzze, per designare lo spazio dove sarebbe sorto il nuovo paese si affidarono ad un bue, lì dove questo si fosse fermato per il pascolo, lì sarebbe nato il nuovo centro urbano.

Al di là delle tradizioni e delle conoscenze orali, si può dire che Poggiardo abbia origini antichissime, anche se le teorie sono varie e incerte. E' plausibile che le origini poggiardesi siano legate all'anticosito messapico della vicina Bastae, adesso Vaste, devastato da Guglielmo il Malo nel corso del 1100.

Lo scontro tra gli Angiò e i Manfredi per Poggiardo significò fortuna e prosperità. Esattamente a partire dal 1266, con la battaglia di Benevento, quando lo stesso Manfredì fu ucciso, Poggiardo conseguì diversi vantaggi, dato che il casale salentino si era schierato dalla parte dei vincitori.

Con il regno di Giovanna II d'Angiò, anche regina di Napoli, Poggiardo visse un lungo periodo di sviluppo e crescita, in questo momento storico Poggiardo diviene un centro molto ricco rispetto all'intero Salento. Questa maturazione economica trae un aggiuntivo stimolo dalla distruzione di Castro, in tale occasione infatti il vescovo Luca Antonio Resta spostò la residenza vescovile a Poggiardo. Lo sviluppo continuò nei successivi secoli, così venne edificata una nuova chiesa parrocchiale e istituita la Regia Università di Studi.

Durante il corso del XIV secolo Poggiardo diventa parte del principato di Taranto ed il casale viene munito di una cinta muraria di protezione e di un castello: edificazioni di notevole importanza date le continue incursioni di Barbari e Saraceni.

Nel Seicento Poggiardo fu anche importante centro commerciale e sede di un mercato in cui si determinava la mercuriale, ovvero i prezzi medi delle merci validi per tutta l'area salentina orientale. Nella zona c'era anche un mercato dei buoi.

Poggiardo trae gran parte della sua fortuna dal fatto di essere ubicata su una ampia pianura dell'entroterra idruntino, che ha permesso un notevole sviluppo nell'agricoltura, con le colture di cereali, tabacco, viti ed ulivi.

Fino alla fine del secolo scorso Poggiardo conservò una economia basata su commercio e agricoltura. Dagli anni Settanta sono nate diverse aziende del manifatturiero delle confezioni. Alla fine degli anni Novanta si è cominciato ad apprezzare il valore turistico del sito archeologico, uno dei più importanti della civiltà messapica.

Mappa Poggiardo