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La storia di Nociglia

I primi segni inerenti l'esistenza di Nociglia li troviamo sulla cartina itineraria della via Traiana, dove era indicato il centro di "nucillium", la via voluta da Traiano per collegare tramite la via Appia Roma a Brindisi e quindi a Leuca e con l'oriente.

La zona tuttavia è certo che fosse abitata già in epoche precedenti. Quando i Romani si diressero verso l'antica Messapia allo scopo prima di invadere e poi di devastare i villaggi che avessero incontrato, la popolazione che viveva nei dintorni della attuale Nociglia prima si rifugiò nel vicino bosco Belvedere per sfuggire nell'immediato all'invasore, poi, sottrattasi al pericolo, una parte di essa ritornò nel posto in cui era vissuta fino al momento dell'invasione, un'altra parte decise di non ritornare ai vecchi paesi e rimase su questo vasto altopiano, apprezzando le caratteristiche del territorio e del luogo che era ottimale per il pascolo degli animali, la caccia e la raccolta dei frutti. Queste genti furono effettivamente i fondatori dell'attuale Nociglia, ebbe così origine un centro attivo e dinamico su di una specchia denominata "Motta".

Tuttavia diverse e discordanti sono le tesi storiche sulla nascita di Nociglia: l'arcidiacono Maselli riteneva che il piccolo paesino dell'entroterra salentino, nacque in seguito alla distruzione di Castro perpetrata ad opera di Solimano nel 1537; una tesi opposta è quella dell'Arditi, che riteneva invece che Nociglia fossa nata nel 1156, a causa di Guglielmo il Malo, dopo la distruzione di Vaste.

Nel corso dei secoli il bosco Belvedere, quindi il territorio di Nociglia divenne prima una contea del re Tancredi e poi un feudo di Carlo I D'angiò, poi fu affidato alla famiglia De Hugot, che imparentata con la famiglia Orsini del Balzo, lo ereditò come casale della contea di Castro e Ugento.

Durante il periodo del feudalesimo Nociglia fu feudo anche dei Signori Gallone che per l'occasione furono nominati Conti.

Nociglia evidentemente gode di una favorevole posizione geografica, che la rese importante per i traffici commerciali: situata prima lungo la via Traiana, e ora lungo la strada provinciale Lecce - Capo di Leuca, che permette di collegarsi facilmente ai centri vicini.

Gli abitanti di Nociglia sono soprannominati "Craunari", epiteto che si riferisce all'attività svolta dai nocigliesi: gli alberi del bosco Belvedere venivano utilizzati per ricavare legname e specialmente carbone che veniva poi venduto in tutto il basso Salento.

Un'altra attività produttiva molto importante per Nociglia è l'allevamento di bestiame sia ovino che suino.

Protettore del paese è S. Antonio da Padova che si festeggia ufficialmente dal 19 al 21 agosto. Compatroni sono la Madonna dell'Itri e San Giuseppe festeggiati il primo giovedì dopo Pasqua e il 19 marzo. Il culto per questi Santi è legato alla tradizione e alle leggende; come spesso accade furono quei Santi a salvare o semplicemente proteggere la popolazione in occasione di sciagure o eventi straordinariamente sfortunati, in questo caso i santi intervennero l'uno a salvare il paese da una epidemia, che durante il XIII secolo mieté molte vittime, e l'altra per sottrarre la popolazione alle morse di una gravissima siccità, quella del XVII secolo, con una abbondante pioggia.

Mappa Nociglia