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La storia di Guagnano

Guagnano è il paese più a nord della provincia di Lecce, nelle vicinanze del confine con la provincia di Brindisi. All'origine Guagnano faceva parte dell'Agro Oritano, insieme ad altri villaggi più antichi.

Alla fine del 1200, il sito guagnanese cominciò ad essere abitato, quando ancora faceva parte del feudo della Contea di Lecce. Il feudo di Guagnano diventa degli Orsini del Balzo nel XV secolo, insieme al vicino casale di Salice. Gli Orsini del Balzo acquisirono queste terre scommettendo sulla loro eccezionale fertilità e sul favorevole clima.

Il governo di Guagnano, dopo i principi di Taranto, fu del barone Matteo de Adimaris, poi toccò alla famiglia Sambiasi, quindi agli Zurlo, ai Paladini, ai Galateo, ai Lopez, ai Santoro, ai Mattehei, agli Albrigi, ed infine ai Filomarini, duchi di Cutrofiano.

Nel 1811 ala casale di Guagnano fu annesso il villaggio di Villa Baldassarri, oggi ancora frazione di Guagnano.

La Protettrice di Guagnano è la Madonna del Rosario, celebrata il 7 Ottobre.

L'agricoltura e la coltivazione della vite in particolar modo rappresentano la più importante attività economica guagnanese: si producono sia uve da tavola di alta qualità che pregiate uve destinate alla vinificazione. Numerose cantine e consorzi vinicoli cooperano al fine di promuovere la conoscenza e la vendita vino e poi commercializzarlo a livello mondiale. Seconda attività produttiva di Guagnano è la industria dei mobili.

La tradizione narra un aneddoto accaduto nella storia di Guagnano, quando ancora l'attività economica prevalente per i guagnanesi era l'allevamento dei bovini, un giorno accadde che da una mandria al pascolo, un toro scappò nella foresta oritana.
I custodi della mandria si inoltrarono immediatamente anche essi nella foresta per cercarlo e ricondurlo insieme al resto delle bestie, ma fu vana la ricerca per tutto il bosco. Erano sul punto di abbandonare ogni speranza di ritrovare l'animale, quando echeggiarono i suoi versi in lontananza; gli uomini si diressero verso la macchia e lì lo trovarono piegato al suolo e con un rosario tra i denti. Si adoperarono in tutti i modi per far risollevare il toro ma senza alcun esito; durante questi tentativi, uno degli uomini scorse su di un muro, nel verde, una effige della Vergine del Rosario. Tutti quanti accorsero a vederla, ne seguì sconcerto e stupore, poi si chinarono e iniziarono a pregare. Solo allora il toro si levò e si ridiresse tranquillamente verso la stalla.

I guagnanesi hanno un soprannome: "tuttu seiìsu", cioè persone molto ingegnose, sagaci. Un secondo epiteto è "entri mueddhi" cioè ventre molle per la propensione che avevano ad abbuffarsi.

Mappa Guagnano