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La storia di Bagnolo del Salento

Che il territorio di Bagnolo sia stato abitato da tempi remoti lo dimostra la presenza di un menhir di circa 4 metri, a base rettangolare.
Secondo la tradizione l'etimologia del nome Bagnolo, ovvero Balneum-Balneolum, si riferisce all'esistenza di siti termali frequentati dai patrizi sin dai tempi delle sue origini romane.

Il primo riferimento storico tramandato è quello dello studioso Dolorico Avricino che sosteneva che i Bagnolesi fossero tra quelli che, nel 1166, si opposero all'esercito di Guglielmo II, venuto in terra d'Otranto con l'intento di subentrare ai Greci.

Tuttavia nulla è certo, né documentato circa le origini e il nome di Bagnolo. La consuetudine vorrebbe il paese di origini romane, diversi studiosi Salentini l'hanno suffragata e alimentata, entusiasti delle mitiche derivazioni latine.

Si tratta però soltanto di supposizioni, consultando studiosi come l'Arditi, il De Giorgi, il De Simone, il Giustiniani, il Maselli e il Tanzi si incontrano i nomi di Balneum e Balineum: luogo di bagni in epoca romana; Balneous è la probabile trasposizione di Balneum; Balneolum: nome del corso sotterraneo che alimenta la falda freatica; (dal latino parlato Baneolum per Balneolum diminutivo di Balneum ovvero bagno).

Le numerose cisterne, efficienti fino alla metà del secolo scorso, la cui rilevanza è provata da antiche testimonianze (il catasto onciario del 1747 menziona una via detta delle cisterne e i registri comunali riportano le note relative ai regolari interventi di manutenzione delle cisterne; La costruzione, in tempi più recenti, degli impianti dell'AQP che sollevano l'acqua dalla falda e la immettono nella rete di distribuzione; Lo stemma civico che riporta una sirena tra le onde (un antico bassorilievo in pietra leccese è conservato presso il Sig. M. Pedone in via Corte Ospizio, un altro simile è all'altare della Cappella Mater Domini ed uno esisteva all'ingresso di una corte in via Santa Sofia). Questo avvalorerebbe la teoria di quanti vogliono Bagnolo di origini romane, luogo di bagni dai quali ne deriva il nome.

Ritenendo fondata questa ultima tesi, si può pensare che Bagnolo nasca nel 79 d.C., al tempo dell'imperatore Vespasiano, periodo in cui Otranto ricevette una colonia romana; oppure nel 290 d.C., periodo in cui arrivarono contingenti militari, parte dei quali avrebbe scelto la contrada bagnolese, proprio per la copiosa presenza di acqua, come luogo per stabilirsi, vicino ad Otranto e ai canneti dei dintorni.

La seconda data appare la più probabile perché più vicina al periodo delle concessioni di terreni che periodicamente venivano fatte ai "miles" veterani in sostituzione del "soldo" di congedo. L'odierno rione Fogge sarebbe stato il luogo dei bagni, mentre il rione Terra la zona del "castrum" (il luogo fortificato).

Ma tanto Plinio che Antonio Pio non citano luoghi abitati da Lecce ad Otranto, i loro sdritti parlano invece di un Salento deserto.
Inoltre Roma era interessata alla costa, ai porti (Roca, Otranto, San Cataldo) che servono a garantire il rapido passaggio delle legioni dirette in oriente.

Fino ad oggi non ci sono tracce che dimostri la presenza certa dei balnea nel territorio di Bagnolo. Conseguentemente Bagnolo, nel 79 d.c. , ancora forse non esisteva. Ci sono altre importanti considerazioni che fanno pensare che nel 290 d.c. il paese non sia ancora un luogo abitato.
Nell'"Itinerarium Burdigalense", diario di un pellegrino francese, è descritto, in maniera dettagliata, il viaggio che l'autore, durante una missione ufficiale, percorre nel 333 d.C. da Burdigalia (Bordeaux) fino in Terra Santa.

Durante il viaggio il pellegrino passa da Otranto e dall'Albania e nessun centro urbano viene nominato nel Salento. E' quasi certo che, fino all'VIII secolo d.C., la gran parte degli agglomerati urbani salentini non esistessero. Nel 1819 l'arcidiacono Oronzo Macrì scrive di radici elleniche degli insediamenti salentini, eccetto i più anticihi centri messapici di Muro, Otranto, Vaste. Si riscontrano infatti riferimenti al nome di Bagnolo di chiara derivazione greca.

La cultura ellenica ha esercitato una forte influenza sulla terra salentina prima della colonizzazione romana, tanto che Virgilio chiamava il Salento "Graiorum domus" (domicilio dei Greci) per la loro rilevante presenza.

Il primo nucleo urbano bagnolese si può ritenere sia nato tra il 950 ed il 1100, come accadde per molti altri piccoli centri dell'entroterra idruntino, sia come nucleo di costruzioni rurali, sia come luogo di riparo, lontano dalla costa, per le incursioni dei predoni arabi.

L'epoca della dominazione bizantina, ma anche epoca di continue guerre, di devastazioni ruberie e massacri; si pensi a greci, arabi, franchi e longobardi; tanto che i bizantini ricorsero alla immigrazione di popolazioni dell'asiatica Eraclea per favorire il ripopolamento. Sia la lingua, che la cultura, l'arte e i costumi sono greci, prima che arrivassero i normanni del conte Gianfredo. Poi negli immensi latifondi dei pochi nuclei urbani, nascono i casali; ovvero le piccole località di riferimento per i proprietari terrieri e per la gleba contadina, cuore e centro della campagna.

Sul finire del 1100 il "casale Balneoli" divenne feudo del barone Ruggero Montefusco (cavaliere di Normandia, giunto appunto al seguito dei Normanni), assegnatogli da Tancredi d'Altavilla, come compenso per il contribuito offerto dal barone alla causa della liberazione dei suoi familiari (madre, moglie Sibilla e figlio Ruggero) che erano stati esiliati in Grecia da Ruggero II.

Nel 1332 il feudo di Balneoli era sotto la signoria della famiglia Castruccio, poi passò ai Costello. Nel 1400 Bagnolo passò a Maria d'Enghiel, contessa di Lecce, (moglie di Raimondello Orsini del Balzo principe di Taranto) che la cedette per 300 once, ai frati minori francescani.

Da allora Bagnolo, circa 200 abitanti segue i destini dell' Istituto Cateriniano fino all'eversione della feudalità e alla soppressione, nel 1807, dell'attività dell'ospedale degli Olivetani di Santa Caterina in Galatina, subentrati (nel 1507) ai frati minori.

Le vicende del paese continuano in un anonimato silenzioso e privo di cambiamenti significativi, comune alle piccole comunità salentine, fino ai giorni nostri.

A metà del XIX secolo, si registra un un cambiamento significativo nell'evoluzione della struttura della urbe: nel 1851 si inaugura la chiesa parrocchiale dedicata a S. Giorgio; nel 1870 vengono ultimati due splendide dimore signorili (palazzo Papaleo); nel 1889 si innalza l'osanna al protettore.

Mappa Bagnolo del Salento