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Menhir Staurotomea a Carpignano Salentino

Il Menhir Staurotomea lo si raggiunge facilmente partendo dal Santuario della Madonna Grande di Carpignano Salentino e proseguendo lungo la strada comunale dei fondi di Pasulo, fino a giungere al vicinale Cantature.

Nei pressi di un crocicchio di vie vicinali, nelle campagne alla periferia di Carpignano Salentino, immerso tra gli uliveti, e circondato da vegetazione spontanea troverete questo monolite, il cui sito è delimitato da un muretto in parte a secco e in parte realizzato con mattoni cementizi e da un'alta grata metallica.

Si tratta in verità di un moncone di Menhir, della parte alta di un antico megalite, situato al al centro di una piazzetta con pavimento in pietra, realizzatta appositamente per ospitarlo.

Lo Staurotomea è alto 160 centimetri ed è fatto di pietra locale, presenta un profondo solco in cui era probabilmente alloggiata una croce, la traduzione del greco del suo nome significa appunto Croce Grande, la pietrafitta mostra spigoli arrotondati e una lieve inclinazione a Nord-Ovest.

Il monolite è in un cattivo stato di manutenzione, il suo asse lungo si sviluppa sulla direttrice Nord Ovest - Sud Est ed è alto 147 centimetri.

Le vicissitudini di questo Menhir sono legate ad una serie di leggende, prima fra tutte quella narrata da Cosimo De Giorgi nel 1880, in occasione del suo censimento; lo studioso annotava che il monolite era alto 410 centimetri con alcune croci graffite sulle facce e che venne tante volte demolito e rialzato, i trafugatori andavano alla ricreca dell’acchiatura ovvero di un tesoro di monete d’oro e d’argento protetto da spiriti maligni, e nascosto nei pressi del Menhir.

La storia riguarda due sorelle, una delle due fortunata e maritata, un giorno le donne si fermarono a riposare ai piedi della colonna della Croce, così fu che cadendo la pietra ammazza quella maritata, e l’altra diviene la frotunata a sua volta, perchè trova al di sotto della pietrafitta la famosa fortuna nascosta.