La chiesetta è ubicata nella campagna circostante la zona urbana, il Menanthol, la pietra forata, è posto all'interno; o meglio sarebbe dire che la Chiesa Cattolica ha voluto che la pietra venisse nascosta in un luogo sacro per poter cristianizzare rito e cimelio.
Addirittura sulla pietra si volle dipingere l'effige di San Vito, ora ormai è scomparsa, lo strusciare della gente che entra nel foro e attraversa la pietra la ha definitivamente consunta, la convinzione popolare è che, indipendentemente dalla forma e dal peso, tutti possano passare da quel buco apparentemente piccolo, ogni persona ha quindi la possibilità di rigenerarsi. Non a caso i calimeresi sono soliti visitare la cappella e attraversare il masso il giorno del Lunedì dell'Angelo, ogni anno il giorno dopo Pasqua, ovvero il giorno della risurrezione, della rigenerazione si recano lì per avvantaggiarsi degli effetti benefici dello strusciamento.
La cosiddetta pietra magica di Calimera continua ad essere usata così come si faceva prima del suo inglobamento all'interno della chiesa medioevale consacrata a San Vito, cappella e megalite si trovano oggi nei pressi del cimitero, alla periferia del piccolo comune salentino. In realtà di magico non v'è nulla, il masso forato fuoriesce dal centro del pavimento della chiesa, ma la leggenda vuole che la roccia possedesse virtù miracolose, come quella di dare fertilità a chi non ne avesse.
Da un punto di vista simbolico il foro nel masso rappresenta l'utero materno, capace di adattarsi durante il parto per permettere la nascita, ecco appunto la proprietà della pietra santa di accogliere e far passare chiunque e nel contempo concedergli il dono del rinnovamento.
Infatti il volgo sosterrebbe che a chiunque è data la possibilità di attraversare la pietra di San Vito, il pertugio modificherebbe le sue dimensioni in base alla differente stazza della persona, in modo da consentire a tutti di eseguire il rito e avere la possibilità di scambiare le proprie energie con quelle della terra. Il mito sicuramente accresce il fascino di questo macigno così antico e venerato.
Questo tipo di rito non è esclusiva nostrana ovviamente, in molti paesi occidentali, specialmente nel nord Europa, le pietre hanno rappresentato genitali maschili o femminili, gli strumenti della fecondità. Lo strusciarsi a sua volta, per l'attraversamento della pietra di Calimera o lo strofinamento del pube o del ventre femminile sul dorso di una roccia, il transito attraverso un foro, naturale o procurato dall'uomo, sono tutti rituali che rievocano la rinascita della vita terrena per mezzo dell'utero materno, ovvero quello della dea Madre.
La costruzione della chiesa intorno alla pietra forata indica la volontà e necessità della chiesa cattolica, di cristianizzare ogni manifestazione pagana, allo scopo di rimuovere gli antichi culti, i riti e le tradizioni popolari che non fossero a sfondo spirituale cattolico cristiano.