Tarantismo e Musica del Salento

La tarantola o taranta è un ragno velenoso dal cui morso è tratto il termine pizzica. La pizzica è un ballo compreso nel folto elenco delle tarantelle del Mezzogiorno italiano. Il veleno del ragno, entrato in circolazione provocava stati di forte agitazione psico-motoria seguiti da violente emicranie e rigidità muscolare che dava vita ad attacchi epilettici.

Tarantismo e credenze popolari

Nel caso del tarantismo tuttavia, la tarantata non è stata morsa da nessun animale. In questi casi il fenomeno del Tarantismo deve essere interpretato come il simbolo della frustrazione psichica, economica, sociale e sessuale, ossia come la crisi isterica del singolo individuo.

Per prendere parte ad un itinerario turistico o ad una escursione che vi porti a visitare i lughi storici del Tarantismo potete utilizzare il seguente box, in cui selezionare data e tour preferito. I programmi di escursioni e itinerari sono in continuo aggiornamento, l'argomento trattato in questa rubrica è solo indicativo.

 

Le origini del Tarantismo

Il ragno è il simbolo della Madre Terra che riaffiora con i suoi istinti primordiali implacabili, con la forza di riti pagani antichissimi che il Cristianesimo ha cercato di mitigare riportandoli alla ragione, nel grembo di Santa Madre Chiesa.

All'origine ci sono quindi la terra e la taranta, il tamburello e la sua musica primordiale e un repertorio di ricordi ancestrali che ognuno di noi si porta dentro e che riaffiorano periodicamente. Il tarantismo pugliese nacque nel medioevo e si mantenne con intensità di partecipazione popolare e varietà di forme mitico rituali sino alla fine del '700 iniziando la sua decadenza nel secolo successivo.

Il Tarantismo come antidoto

Il Tarantismo ovvero le manifestazioni volte ad esorcizzare un problema psichico o psichiatrico, sociale o sociologico, ha origini pagane; il tarantismo si manifestava quando l'individuo aveva un problema mentale, una malattia, come la depressione ad esempio, una specie di mal di vita, un disagio sociale.

Il fenomeno del Tarantismo ha riguardato sia gli uomini che le donne, ma non a caso ad essere più spesso coinvolte erano le donne, le pizzicate erano le emarginate tra gli emarginati, che durante l'estasi o il tormento del veleno, si potevano permettere di tutto, anche di mimare amplessi in pubblico, fino a quando San Paolo, il protettore delle tarantate, non concedeva la grazia.

L'importanza della musica, di ritmo e tamburello

La famiglia cercando di aiutare la persona cara affetta da questo male sconosciuto, decide di chiamare in soccorso, e pagare per il servizio offerto, un gruppo di musicisti che si avvalgono principalmente del tamburello per scazzacare la taranta, ovvero in dialetto salentino, far sì che la Taranta esca da quel corpo.

La melodia suonata era quella della tarantella, un ritmo semplice, con poche note, ripetute in modo ossessivo, il paziente iniziava dunque a ballare, mentre i suonatori di tamburello cercavano la melodia giusta, in grado di allontanare l'effetto devastante del veleno della Tarantola. Il ballo non aveva fine, durava di giorno e di notte, il paziente cadeva in una sorta di trance, fino allo sfinimento.

Il tamburello a cornice salentino

Il tamburello a cornice salentino

Il coinvolgimento della famiglia e dell'intera comunità nelle orge anti Taranta

La prima fase, quella della cura in casa, continuava poi con l'appuntamento presso la Cappella di San Paolo di Galatina, ogni anno il 29 giugno. Qui il tarantolato si contorceva, si dimenava, correva e si agitava presso la chiesa, che veniva per l'occasione sconsacrata.

In questo modo la persona in disagio si poneva al centro dell'attenzione anche in modo violento, la famiglia e la comunità assisteva nutrendo il desiderio della sua guarigione e partecipando ad un dolore e ad una sofferenza che poteva colpire chiunque in qualsiasi momento. Dal canto suo il tarantolato godeva di quella cura di cui aveva bisogno per rinsavire.

La famiglia e la comunità assisteva nutrendo il desiderio della guarigione del tarantolato

La famiglia e la comunità assisteva nutrendo il desiderio della guarigione del tarantolato

La pizzica-pizzica non è solo un ballo o un canto a ritmo ossessivo

virtuosismi che si possono eseguire con il tamburello come il trillo, i controtempi, i colpi sulla cornice, come accadeva nella cultura araba, e altri innesti di ritmi provenienti da tradizioni musicali diverse da quella saletnina non si addicono in caso di esecuzione di una pizzica-pizzica, questa infatti serve a condurre e accompagnare i ovimenti ripetittivi e ossessivi del tarantolato, per cui le terzine si succedono in modo regolare, il ballerino o il soggetto in stato di trance ha dunque la certezza e la sicurezza di un ritmo che non muta e si ripete.

Durante una ronda eseguire un virtuosismo, rischia di interrompere il ballo, di compromettere l'esorcismo del tarantolato, mandando anche fuori tempo il resto dei suonatori.

Tutto questo non significa che la pizzica-pizzica sia una danza sempre uguale e regolare! Il cambio del tempo e il controtempo durante i canti salentini e melodie popolari era un'operazione che nel passato veniva utilizzata spesso, ma suonatori e ballerini ne erano consapevoli, sapevano il momento in cui occorreva cambiare ritmo e passo, e lo facevano all'unisono.

Oltre all’aspetto curativo la Pizzica, date le origini greche, dal culto del dio Dionisio, è essenzialmente un modo per sforgare e liberarsi: la danza include un rito di corteggiamento, di spettacolo, con movimenti lenti dei polsi e delle mani, sguardi ravvicinati, piccoli passi lenti, che rievocano la fuga, l'inseguimento e l'accettazione, nonchè affascinanti rotazioni.

La pizzica è sensualità, durante i quali la donna esprime la sua femminilità, veste ampie gonne e abbondanti foulard, tendendo i capelli sciolti e movimentando la danza.

Un parallelismo a tal proposito va fatto con le Baccanti, le donne tebane rese folli da Dioniso, anche detto Bacco, che le costringeva a ballare ininterrottamente per celebrare riti in suo onore.

Le Baccanti a Masseria Torcito

Le Baccanti a Masseria Torcito

Taranta tra paganesimo e religiosità

Il rito pagano del Tarantismo, con l'appuntamento presso la chiesa galatinese, accoglieva un'usanza tipicamente pagana, giustificando da un punto di vista spirituale il fenomeno, offrendo dunque l'intervento salvifico della religiosità, l'intercessione di un importante Santo. 

Il rito della danza si svolgeva durante le celebrazioni di San Pietro e Paolo, in terra veniva disteso un ampio lenzuolo su alcune coperte che coprivano il pavimento, e sul lenzuolo, in un angolo, era posto un cestino per la raccolta delle offerte e le immagini dei Santi.

Lo strumento utilizzato per accompagnare il rito del ballo è il tamburello leccese che veniva suonato con una tecnica particolare, dando il ritmo di base, con la percussione, e un caos ordinato, con i sonagli. Attorno al lenzuolo si formava così la ronda, il cerchio in mezzo al quale, con una tecnica molto elementare, si balla la danza della pizzica.

Donna distesa sul lenzuolo intenta a esorcizzare 

Donna distesa sul lenzuolo intenta a esorcizzare

Alcuni video sull'antico rito del Tarantismo