Le torri colombaie, così come il barocco o le cripte bizantine, sono tipiche del territorio salentino. Infatti queste iniziano a diradarsi nel brindisino per poi scomparire quasi definitivamente nella zona di Bari. Ad esse è stata dedicata poca attenzione da parte degli studiosi, sia perché molto spesso sono state distrutte senza un valido motivo, sia perché è molto difficile distinguerle dalle torri costiere. Nei tempi passati però esse erano una colonna portante dell'economia del Salento. Infatti una torre colombaia di medie dimensioni conteneva circa mille nicchie che potevano ospitare altrettanti colombi. Non dimentichiamo poi il fatto che questi animali hanno la capacità di riprodursi fino a sei volte nell'arco dell'anno. Facendo un breve calcolo ne deriva un proficuo reddito che può solo aumentare e difficilmente diminuire, pur mettendo in conto le condizioni climatiche. Un altro importante elemento che si può considerare è il fatto che i colombi sono dei grandi produttori di colombina, un concime ritenuto tra i migliori del tempo per il suo alto contenuto di azoto. Questo infatti veniva utilizzato anche per la concia delle pelli. Il guano non doveva sporcare l'interno delle pareti, tantomeno l'esterno; il colore bianco infatti attira i colombi e li dirige all'interno delle torri. Per quanto riguarda la carne di questi volatili si può dire che ha un alto valore nutritivo; si faceva mangiare, infatti, ai bambini, agli ammalati e alle persone anziane. Era anche un piatto prelibato di solito utilizzato dai nobili nei matrimoni e nei ricevimenti di un certo valore. Era definita carne reale.
Tutte queste considerazioni spiegano la grande diffusione delle torri colombaie; nell'agro salentino, ad oggi se contano circa ottanta, ma fino ad un ventennio fa se ne contavano oltre cento esemplari.
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Ne segue un elenco dettagliato: palummara di Depressa a Castrignano del Capo, la torre si trova in campagna nei pressi della Croce di Principano, è di forma rettangolare e il colombaio si trova nella parte alta della torre, risale circa al XVII secolo; torre colombaia del Mito si trova in aperta campagna, nel comune di Tricase, un tempo veniva utilizzata prevalentemente per l'allevamento dei colombi; torre colombaia Cerceto, questa torre si trova nel comprensorio della masseria del Cerceto o Torcito a Cannole, presenta una forma circolare ed è costituita da tante cellette dove potevano nidificare gli uccelli; torre colombaia Palombaro che prende il nome dalla masseria vicina, si trova nel comprensorio di Maglie e presenta circa 1000 piccole nicchie adibite alla nidificazione; torre colombaia del Casino Vallone che si trova nella località di Noha, è di proprietà della famiglia Vallone da cui prende il nome; torre colombaia della masseria Li Coccioli, nei pressi di Casalabate, comune di Lecce, anche questa costruita con tufo locale, presenta dimensioni notevoli, al suo interno ci sono innumerevoli cellette per i colombi, ci sono delle scale interne, ovviamente fatte in pietra, per prelevare gli uccelli; torre colombaia della Masseria Grande edificata nel XVIII secolo, si trova all'interno di un complesso masserizio che prende il nome di Masseria Grande, nel feudo di Collepasso; torre colombaia della Masseria Palumbaru nel comune di Supersano e risalente al XVII secolo, presenta una struttura molto semplice, in parte è crollata, a forma circolare completamente scoperta; torre colombaia di Spongano che si trova all'interno del paese nelle vicinanze del Palazzo Baronale; torre colombaia in via Isonzo, nei pressi della S.S. Lecce - Maglie, vicino al comune di Martano, si tratta di una delle più antiche torri salentine e non presenta aperture al piano terra, solo piccole finestrelle; torre colombaia Luca Giovanni che prende il nome dall'omonima tenuta collocata nei pressi di Scorrano, ha una base cilindrica; torre colombaia S. Aloia, si trova lungo la S.S. Lecce - Maglie, nei pressi di Melpignano, presenta una pianta circolare senza aperture al piano terra, ma solo una piccola finestra alla quale si accedeva tramite piccole scale; torre colombaia Via Mascagni, nella stessa area delle due precedenti, ha forma circolare con un cordone in alto per impedire l'accesso da parte di roditori e rettili voraci di uova; torre colombaia Le Mendule nel comune di Lecce, fu costruita nella seconda metà del '500, è caratterizzata da uno stemma in alto a rappresentazione della famiglia Riccio; torre colombaia Aria Sana ubicata sulla S.P. Lecce - San Cesario, è a forma circolare e prende il nome dal complesso in cui è ubicata; torre colombaia Cocci, si trova sulla S.S. Maglie - Otranto, prende il nome dalla masseria in cui è sita, presente nei pressi anche un abbeveratoio per gli uccelli; torre colombaia Vigna Corte localizzata nei pressi di Vaste, ancora oggi risulta di proprietà della famiglia Circolane di Poggiardo; torre colombaia Cesi si trova nel comune di Presicce, nacque come torre costiera venne adibita con il tempo a torre colombaia, si trova ancora oggi nel giardino di Cesi; a Galatone ci sono torre colombaia Li Doganieri che è di pertinenza della masseria da cui prende il nome, presenta una base quadrata e una piccola apertura al piano terra; torre colombaia della masseria Corillo che si trova nel complesso della masseria Corillo e sembra che la sua costruzione risalga al XV secolo; torre colombaia Papi sorge in località Papi, esternamente presenta dei motivi merlati; nel sito di Galatina ci sono invece torre colombaia della Masseria Morice, risulta di pertinenza della Masseria Morice e a quanto pare risale alla fine del '500, non ha aperture al piano terra e al suo esterno è molto simile ad una torre di avvistamento; torre colombaia di San Giuseppe ubicata nel comprensorio della masseria di San Giuseppe, non presenta aperture nella parte bassa; torre colombaia La Grotta che è una delle poche torri realizzata in pietra leccese piuttosto che in tufo; torre colombaia Li Montisani che si presenta a pianta quadrata e prende il nome dalla medesima famiglia; torre colombaia Mollona anche questa torre ha una struttura in pietra leccese e risale al periodo rinascimentale; torre colombaia Scorpi edificata in pietra leccese ha una base a pianta circolare e prende il nome dalla Masseria Scorpi; invece torre colombaia di Villa Quarta si trova a Copertino, nel parco della villa da cui prende il nome, venne realizzata in onore di Oronzo Quarta, a differenza delle altre presenta lavorazioni e abbellimenti, anche se era utilizzata a scopo di allevamento, la torre ha un aspetto elegante, è ancora funzionante, è stata realizzata in pietra di tufo ed ha una base ottagonale, la cornice in pietra marmorea dura cinge la torre come se fosse un ricamo, la chiusura è a forma di piramide con una base di otto lati, protetta da una lucida terracotta multicolore; infine a Ugento si trovano torre del Parco-Palombaro di Pirro che sorge nel parco della famiglia Del Balzo, venne costruita verso la fine del '300 ed è uno dei pochi monumenti ancora in piedi dopo i saccheggi dei Turchi; e torre colombaia a Ugento che presenta una struttura molto simile ad una torre di avvistamento e sembra sia stata costruita con tufo proveniente dalle cave del posto.