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SALENTOVIAGGI - ARCHITETTURA SALENTO - ARCHITETTURA DEL SALENTO: TORRI DI AVVISTAMENTO DEL VERSANTE ADRIATICO SALENTINO, SUD PUGLIA

Architettura del Salento: Torri di avvistamento del versante Adriatico Salentino, sud Puglia
Un buon motivo per percorrere il Salento, oltre che per la gastronomia e il mare, sono le sue bellezze architettoniche, lungo le coste, a ridosso del bel mare, ci sono le torri costiere; organizzare anche un itinerario che permetta di visitare torri, castelli, masserie e quant'altro il Salento e la Puglia offrano sarebbe una buona idea, esistono strutture ricettive: gli hotel a Gallipoli o ad Otranto, comunque in genere gli alberghi e i villaggi nelle più rinomate località turistiche danno la possibilità di acquistare anche questo tipo di servizi.
Ritornando alle torri...

Torre del Serpente a Otranto Torre costiera a Torre dell'Orso Marina di Melendugno Torre di avvistamento a Porto Miggiano - Santa Cesarea Terme
Torre Specchia Ruggeri - località tra San Cataldo e San Foca - Mare Adriatico Torre Costiera in località La Fraula - litoranea Porto Badisco Otranto Torre Costiera di Roca Vecchia - zona archeologica di rilievo

Per Secoli la penisola Salentina, forse per la sua posizione geografica, è stata al centro di vicende storiche che la vedono protagonista di attacchi da parte di popolazioni lontane. A scopo di difesa, lungo le zone costiere, fu eretto un sistema di torri atto all'avvistamento delle navi avversarie. Lungo le coste si vigilava giorno e notte soprattutto per difendersi dagli attacchi dei Turchi. Immediatamente chi avvistava una nave o un vascello che lo ritenesse nemico aveva l'obbligo di avvisare il resto della popolazione tramite segnali visivi, quali fumo e fuoco e sonori quali campane e corni. Di solito si accendevano tanti fuochi quante erano le navi nemiche. Le torri erano costruite in modo tale che ognuna di esse potesse "guardare"  la precedente e la successiva, ma non solo. Venivano prese in considerazione anche le caratteristiche del terreno; la distanza era di circa 30 chilometri nelle zone rocciose o con spiagge rientranti e circa 10 chilometri in zone di costa frastagliata. Le prime torri, di creazione angioina, presentano una base cilindrica; le torri aragonesi, costruite successivamente, hanno invece una pianta quadrata. Questo cambiamento del sistema di costruzione dipese dal fatto che, secondo i costruttori, le torri a base quadrata erano più resistenti ai colpi di artiglieria sparati dai nemici.
Di solito le torri erano costruite con materiali poveri, ma ad una condizione: che venisse utilizzata acqua dolce e non acqua di mare per evitarne il deterioramento. Molto spesso però questa condizione non era rispettata e le torri si deteriorarono prima del dovuto. Il capo mastro si aggiudicava il ruolo di "capitano della torre", l'artiglieria veniva posizionata sempre al di fuori per evitare che i gas sprigionati dai colpi potessero rendere l'aria all'interno irrespirabile. Come già detto, la maggior parte delle torri veniva utilizzata per l'avvistamento delle navi nemiche, ma alcune di esse, di dimensioni più grandi e magari all'interno delle masserie, erano la sede per il raduno degli uomini. In questo caso al piano terra era presente una cisterna per la raccolta delle acque piovane provenienti dal terrazzo. Al di sopra di essa era costruito l'ambiente abitabile della torre. Si poteva arrivare al terrazzo tramite una scala costruita generalmente all'interno. In cima non mancavano le caditoie. Queste ultime rappresentano un altro elemento costitutivo. Erano delle botole poste a distanza ravvicinata dalla quale venivano rovesciati sui nemici proiettili oppure olio bollente per fermare o almeno rallentare il loro cammino. Il numero di caditoie in genere non doveva essere superiore a cinque, anche se le torri salentine non presentano mai più di tre. Nella maggior parte dei casi le torri presentavano il lato rivolto verso il mare completamente chiuso proprio perché era il versante più esposto al pericolo. Gli altri lati invece presentano delle piccole aperture. Nonostante tutto però, questo sistema difensivo non si dimostrò molto efficace, un po' perché la costruzione delle torri era lunga e un po' perché alcune vennero assaltate prima del termine dei lavori.
Oltre alle classiche torri di avvistamento c'è un'altra specie di torri di cui è disseminato il Salento, e anche il resto della Puglia, sono le torri colombaie, la cui funzione era evidentemente di natura completamente diversa.
Intorno al 1500 vi era in Salento l'uso e l'abitudine di allevare i colombi. Questi avevano una particolare importanza per gli abitanti del tempo, vuoi perché le loro carni erano molto nutritive, vuoi perché i loro escrementi venivano utilizzati come concime per il terreno. Non mancavano infatti in ogni masseria o casa di campagna delle nicchie a modo di riparo, create appositamente per la loro nidificazione. Ovviamente queste non erano delle colombaie. Le vere torri colombaie si ergono ancora oggi fiere e imponenti nell'immensa campagna salentina. Presentano una forma cilindrica, nella maggior parte dei casi, o anche rettangolare. Partendo dalla cinta interna, dall'alto al basso, sono presenti tante piccole nicchie disposte a scacchiera. Lungo tutta la torre erano presenti poi delle piccole scale in muratura che permettevano di accedere direttamente a tutte le cellette abitate dagli animali. All'esterno invece presentavano un piccolo ingresso, di solito a metà costruzione, raggiungibile con una scala a pioli.
Oggi si sta conducendo una opera di recupero di alcune torri colombaie e di torri costiere, deteriorate dagli agenti atmosferici, attraverso i secoli; purtroppo però quello che si nota è una scarsissima attenzione nei confronti del loro aspetto originario; e anche i materiali non sembra siano stati scelti tenendo conto della preziosità e delle caratteristiche edilizie e architettoniche di questi monumenti del passato...

 
 
 
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