Tra i prodotti spontanei utilizzati nella gastronomia povera, un posto di rilievo avevano le lumache delle quali nel Salento si trovano ancora abbondanti le seguenti specie: cozza pinta, moniceddha, cozza piccinna (o cozzeddha), mangiarrucu.
Le lumache vengono raccolte a partire dalle prime piogge autunnali, dopo il tramonto, armandosi di torcia per illuminare i siti.
Le più apprezzate sono le municeddhe (Elix aperta) dette così "monachelle" per il colore marrone del guscio, che ricorda quello del saio di alcuni ordini monastici.
Alla fine della primavera vanno in letargo sotterrandosi a 20-30 cm. ed emettendo delle secrezioni che solidificandosi chiudono la bocca del guscio. Un tempo venivano raccolte dai contadini che smuovevano la terra con la zappa nei lavori preautunnali; oggi la terra viene rivoltata con mezzi meccanici, per cui questo tipo di raccolta è praticamente scomparsa; si è invece diffuso l'allevamento delle moniceddhe cu lla panna, ossia opercolate. |