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Riserva Naturale Le Cesine AREA GESTITA WWF Comune di Vernole Provincia di Lecce

Dati Generali sulla Riserva naturale delle Cesine

Classificazione: riserva statale naturalistica della Puglia
Denominazione: Riserva naturale Le Cesine
Istituzione: DMAF 13/08/1980
Autorità di gestione: Comune di Vernole, via Masseria Cesine - cap 73029 Vernole (LE)

Dati Amministrativi sulla Riserva naturale delle Cesine

Provincia: Lecce
Comuni: Vernole
Superficie totale: 620 ha
Area gestita dal WWF: 380 ha

Caratteristiche Ambientali

Il suo nome deriva dal latino Seges (zona incolta, abbandonata) e ricorda la pratica medioevale di tagliare gli alberi e di bruciare i boschi per ricavare terreni fertili. Segine era anche una cittadella che si ergeva nei dintorni del castello di caccia realizzato da Alfonso Dell'Acaya.

I due stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalla piogge, sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose. La zona umida delle Cesine si estende per 620 ettari con la sua Oasi Naturalistica di rara bellezza, caratterizzata dalla presenza di una ricca e varia vegetazione oltre ad una numerosa fauna stanziale e migratoria.

Organizzazione visite guidate e turistiche

Se siete interessanti alla perlustrazione di questa zona, se siete amnti del trekking o semplicemente della natura, potrete richiederci di organizzare appositamente una visita guidata o un itinerario turistico su misura a Le Cesine. Sul posto troverete la Masseria Le Cesine che è adibita a foresteria e centro visite.

Video di contributo alla bellezza delle Cesine a cura del gruppo di volontari che ne sostiene la promozione e la tutela

Informazioni generali dell'Area gestita dal WWF delle Cesine

L'oasi è stata istituita nel 1978 a seguito della dichiarazione di valore internazionale della zona per effetto della convenzione firmata a Ramsar (Iran) il 2/2/1971 e nel 1980 è stata riconosciuta Riserva Naturale di Popolamento animale. La zona umida è uno degli ultimi tratti delle paludi che si estendevano fra Brindisi e Otranto e costituisce un'area estremamente composita con differenti habitat naturali, ognuno di essi caratterizzato da associazioni e specie vegetali tipiche.

Pertanto, pur essendo l'area prevalentemente una zona umida, racchiude al suo interno una grande varietà di habitat e di fasce di transizione fra di essi che ne fanno un gigantesco mosaico naturale. Raggruppa grandi estensioni di canneti, numerosi canali, tratti a palude e acquitrino e i due bacini Pantano Grande e Salapi. Gli altri ambienti che caratterizzano la riserva sono la pineta, la macchia mediterranea, la lecceta e i coltivi.

Gigantesco mosaico dall'impressionante biodiversità. Eccezionale e variegato habitat naturale. A circa 5 Km da San Cataldo, la Riserva naturale Le Cesine con i suoi 620 ettari di superficie rappresenta nel panorama Oasi WWF la zona umida più composita.

Istituita nel 1978, con un patrimonio di inestimabile valore e rara bellezza, è stata riconosciuta Riserva Naturale dello Stato di Popolamento animale nel 1980. Tra monti di macchia e foreste a leccio, querce vallonee, cipressi e pini, si levano canneti e falascete; vegetano rarità come la campanella selvatica e la periploca maggiore, l'iris giallo e le orchidee spontanee; sbocciano essenze di ginepro e mirto.

Tra i ciottoli, arricchiscono l'incantevole paesaggio il finocchio marino e il limonium; sulle dune orlano i corsi d'acqua la ruchetta marina, il giglio e la violacciocca di mare. I sentieri risplendono col giallo vivo dell'acacia, fino a diradarsi sui due suoi stagni alimentati dalle piogge: il Pantano Grande e il Salapi, separati dal mare da un cordone di sabbia.

Qui si scorge il Moriglione, anatra tuffatrice presente nei pantani della Riserva che ospitano cefali, gambusie e tinche. Importante rotta migratoria del Mediterraneo, l'Oasi regala spettacoli unici come le scenografiche evoluzioni dell'airone bianco, l'airone rosso e il cavaliere d'Italia; i virtuosismi del germano reale, la volpoca e gli smergi. Sfuggenti le occasioni di avvistare l'aquila minore. Rilassanti le melodie di fringuelli, cinciarelle e cinciallegre, usignoli e capinere, pettirossi e Martin pescatore.

Tra i predatori: la volpe, il riccio, la donnola e il tasso. Possibile incorrere in vipere e colubri leopardini, uno dei serpenti europei più rari. Affascinante la danza nuziale dei biacchi. Negli stagni, rettili e anfibi come la biscia dal collare, il ramarro e la rana verde, il tritone punteggiato e le luscengole, la testuggine acquatica, la lucertola campestre e i gechi verrucosi.

Un piacevole brusìo rivela lo svolazzare della libellula. Le ali di migliaia di farfalle rallegrano ogni angolo della Riserva: coloratissime Vanesse del Cardo, eleganti Macaone e lucenti Licaenidi riflettono con sfumature metalliche il Macroglossum stellatarum, una falena diurna simile al colibrì. 

Video amatoriale su Le Cesine