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SALENTOVIAGGI - ARCHITETTURA SALENTO - ARCHITETTURA DEL SALENTO: MASSERIE FORTIFICATE SALENTO PUGLIA

Architettura del Salento: Masserie Fortificate Salento Puglia
Le masserie sono degli insediamenti rurali risalenti al periodo medievale, nucleo di ubicazione per l'uomo che vi dimora e lavora nei campi, allo scopo di produrre i prodotti necessari al suo sostentamento e quello della sua famiglia. Le masserie dunque rappresentano una stretta relazione tra la vita dell'uomo, il lavoro e la produzione. La masseria è testimonianza del tipo di organizzazione economica e sociale del territorio, tipicamente latifondista. Il toponimo masseria non è ad esclusivo uso meridionale, ce n'è traccia anche nelle valli dell'Alto Adige per riferirsi a complesse strutture a corte chiusa. Come la casa a corte la masseria non è di proprietà del colono che la abita ma del latifondista che gode di una parte del raccolto, l'altra parte spetta al colono che in questo modo si procura anche la dimora dove vivere con la sua famiglia. La produzione riguardava prevalentemente la coltivazione di grano, cereali, olive, oltre all'allevamento del bestiame e la produzione di latte e formaggio.
Tutte le masserie nel centro avevano una torre quasi mai abitata dal massaro, essa serviva infatti ad ospitare il padrone che vi risiedeva per giorni o mesi. Altro scopo della torre era ovviamente quello di permettere facilmente gli avvistamenti. Nella parte bassa invece lo spazio era sfruttato come luogo di lavoro per la trasformazione del latte, delle olive, oppure per le dispense, come magazzino o per le stalle. Intorno alla torre era spesso presente una scala a chiocciola che poteva raggiungere l'altezza di 15 o 16 m. Oltre alla torre era sempre presente un pozzo, "pile" per il bucato, abbeveratoi, granai per le conserve. Dopo il 1600 la funzione originaria delle masserie è andata
scemando, tuttavia nuovamente divenne importante durante il periodo preunitario, quando nelle campagne era fortemente avvertito il problema del brigantaggio.

Masseria Giammarino Torre Sant'Andrea - Marina di Melendugno
Masseria Doganieri, si trova a Galatina, a pochi minuti dal litorale del mare Ionio, Gallipoli.
Masseria Torcito Cannole

La parola massaro (abitante della masseria) proviene da massa, cioè gente di cui ce n'è in grande quantità, dunque volgo, base della società. La provincia di Lecce ha molti esempi di masseria, generalmente si tratta però di edifici di dimensioni modeste. A progettare le torri furono in genere degli ingegneri militari, uno famoso nel leccese è Giangiacomo dell'Acaya.

Masseria Bosco di Makyva a Torre Sant'Andrea Melendugno Masseria Casina dei Cari entroterra di Lido Marini
Masseria Santicuti Cesine Lecce
Masseria Panareo Porto Badisco
Masseria Borgo Cardigliano - Località Specchia Prete
Masseria Mosca Sannicola Gallipoli

                                                                   
 
 
Il fenomeno della masseria fortificata si intensifica per tutto l'arco di tempo che va dal Quattrocento fino all'Ottocento. Lungo il litorale adriatico salentino, da Brindisi fino ad Otranto, ed anche sul versante dello Ionio, dal Capo di Leuca fino alla provincia di Taranto si può notare un infittirsi di costruzioni a scopo difensivo, con relative torri di avvistamento o di difesa. Gli strumenti che venivano usati dai massai e da chi intendeva difendersi dall'interno della masseria erano l'olio bollente e il barricamento. Con la crisi dell'Impero Bizantino le scorrerie e le invasioni dal mare da parte di pirati e popolazioni turche (nel tempo: Turchi, Saraceni e Normanni) incrementarono significativamente. Sia le popolazioni costiere del Salento, che quelle stanziate nell'entroterra avvertivano il grave pericolo, da qui la necessità di erigere le masserie fortificate e il conseguente mutamento nell'organizzazione dell'habitat rurale.


Cartina delle Masserie presenti sul territorio Salentino

  
 
 
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