Masserie a Nord di Lecce Il territorio compreso tra Lecce-Squinzano-Casalabate-S. Cataldo è punteggiato da masserie appartenenti un tempo a ordini religiosi e a proprietà feudali. Per secoli, questi insediamenti hanno subìto le sanguinose scorrerie dei pirati turchi e ciò ne ha determinato la tipologia.
Da Lecce si prende la strada per S. Cataldo e si svolta per San Ligorio, un piccolo nucleo abitato che conserva ancora i caratteri dell'antico casale. Qui si trovano le masserie S. Ligorio, Alari e Paladini Piccoli, caratterizzate da edifici turriformi con caditoie e feritoie.
Proseguendo per Casalabate è tutto un susseguirsi di interessanti edifici, come la masseria Rauccio, inserita dal WWF nell'area di protezione della foresta di Rauccio; la masseria Melcarne, una torre modificata nel '700 per diventare dimora estiva; la masseria S. Maria di Cerrate, ora Museo delle Tradizioni Popolari.
Si ritorna verso Lecce sostando prima presso Surbo per visitare alcune masserie, quali le Schiavelle, una torre adibita a dimora estiva nel '700, ma che ancora conserva la robustezza della torre di guardia; l'antico casale D'Aurio, del quale restano solo la bella chiesa romanica e la possente torre d'avvistamento. Si giunge così alla masseria Mosco, poco distante da Lecce, un complesso edificio organizzato attorno ad un vasto cortile sotto al quale si apre un intricato sistema di frantoi ipogei. L'edificio-torre è difeso da camminamenti di ronda, caditoie e feritoie. La Strada Statale 16 da Brindisi riporta a Lecce.
Masserie a Sud-Est di Lecce Il territorio compreso nel triangolo Lecce-S. Cataldo-Roca Vecchia è caratterizzato da masserie fortificate poste lungo antichi assi viari, con al centro il poderoso castello di Acaya. Sulla strada che da Lecce porta verso la cittadella fortificata, si trovano le masserie Zundrano, Carrozzina, Specchia Mezzana e Reca che si presentano caratterizzate da edifici a torre con caditoie e ponti levatoi.
A difesa di Acaya si pongono alcune possenti masserie fortificate, come le Cesine, inserita dal WWF nell’oasi che ne riprende il nome, le masserie Favarella e Li Candi. Si tratta di una delle zone maggiormente esposte al pericolo delle incursioni piratesche, a causa della bassa costa e questo ha reso indispensabile la presenza di masserie fortificate a breve distanza le une tra le altre.
L’area infine, tra Roca Vecchia e Torre S. Andrea è difesa da poderose masserie, quali la masseria Incioli, Carleo e S. Basilio e, più a Sud, Porcaccini, Sbotta, Nova, Giammarrino, oggi un apprezzato ristorante e Calavaggi, una masseria con due torri. Da Lecce si è giunti così alle marine e nell’entroterra di Melendugno.
Masserie dell’area otrantina Il litorale otrantino, con i suoi facili approdi, era molto più esposto al pericolo delle scorrerie dei pirati; da qui la presenza di poderosi sistemi difensivi, sorti in particolare dopo il terribile assedio di Otranto del 1480. Giunti a Martano da Lecce (SS 16), si prosegue per Otranto e si svolta per Cannole.
Subito ci si imbatte nell’imponente casale di Torcito o Cerceto. L’Amministrazione Provinciale al quale appartiene, ne ha fatto un centro studi e convegni, restituendolo al suo antico splendore. Dalla torre del casale si domina quasi tutto il litorale adriatico. Ritornati sulla strada Martano-Otranto ci si dirige verso i Laghi Alimini e verso la masseria Piccinna, un piccolo nucleo fortificato il cui scopo era il rapido intervento lungo il litorale di Otranto. Otranto era protetta dalle mura e dal poderoso castello aragonese, ricostruito nel XVI sec. Subito dopo il porto, la masseria le Orte proteggeva l’omonima baia dall’approdo dei pirati, mentre la masseria Torre Pinta era adibita alla difesa dell’entroterra.
Sulla strada per Porto Badisco si trova la masseria Cippano con torre, edifici potenziati da contrafforti, caditoie e feritoie. Nell’entroterra, tra Minervino di Lecce, Giurdignano e Palmariggi, si trovano le masserie fortificate di S. Giovanni Malcantonio, le Quattro Macine, sito archeologico d’età bizantina e la masseria-casino Pisanelli. Da Palmariggi si prosegue per Maglie e da qui (SS 16) si torna a Lecce.
Masserie tra Gallipoli e il Capo di Leuca Giunti a Gallipoli da Lecce (SP 101) si procede verso il Capo di Leuca. Le masserie della zona si concentrano nel territorio tra Ugento-Acquarica del Capo-Presicce-Morciano di Leuca. Ciò è dovuto al fatto che il versante adriatico del Capo di Leuca è protetto da alte scogliere dove l’approdo è difficoltoso, mentre il litorale immediatamente a Sud di Gallipoli, è difeso da imponenti torri di avvistamento e da centri vicini alla costa muniti di castelli con corpo di guardia.
Tra le masserie degne di nota, la Vecchia, sulle alture presso Ugento; la masseria Tunna, che ha inglobato una torre circolare con camminamento di ronda e caditoia; la Casina De Cari con caditoie, oggi un rinomato ristorante; i casini Arditi e Celle o Ceddhre, che sono stati arricchiti con scale e balconi per farne residenze estive. Si ritorna a Gallipoli per andare a Lecce (SP 101), o si procede alla volta di S. Maria di Leuca e si torna a Lecce (SS 275- SS 16).
Masserie dell’area di Galatina Giunti a Galatina da Lecce-Gallipoli (SP 101), ci si dirige per Collemeto questa fertile zona, nota come “bacino di Galatina”, la masseria tradizionale ha subito profondi mutamenti nel corso dei secoli, passando dalla tipologia della masseria fortificata a quella della masseria- villa, raggiungendo alte espressioni architettoniche. La masseria Montisani-Copertino. In ben testimonia questa trasformazione; all’austero impianto fortificato dell’esterno si contrappongono le raffinate volte dell’edificio torre e alcune mensole finemente lavorate.
La masseria Del Duca è un riuscito esempio di integrazione tra edificio, attività agricole e pastorizia, con il suo cortile chiuso, mentre la masseria Torre Pinta si presenta come il perfetto connubio tra fortificazione e dolcezze del vivere in campagna. Le masserie Tramacere, Torre e Ogliastro, pur presentando un impianto fortificato, hanno tutte le caratteristiche della grande azienda agricola, dimora in estate del signore fondiario. Giunti a Copertino, si torna a Lecce da San Pietro in Lama.
Masserie del territorio di Nardò Dalla Lecce-Gallipoli (SP 101), si svolta per Nardò. La vastità del feudo rende difficile visitare tutte le masserie che si estendono tra la strada per Manduria (SP 174) e la costa, quindi ne riporteremo alcune tra le più rilevanti. Anche qui la masseria fortificata ha ceduto il passo alla più dinamica struttura della masseria-villa, trasformandosi in azienda agricola di vaste proporzioni grazie al vicino scalo marittimo di Gallipoli.
La masseria Carignano Grande presenta porte e finestre impreziosite da bugnato di gusto rinascimentale, mentre la vicina masseria Scrasceta ha perso le caratteristiche del sistema difensivo, per acquisire quello della villa di campagna. La masseria Brusca è tra le più interessanti manifestazioni di architettura rurale del ‘700 per le sue colonne, la facciata e le statue che arricchiscono il giardino. La masseria Giudice Giorgio si presenta come un palazzo con caditoie, ma con un dolce bugnato e raffinate mensole.
La masseria Trappeto è il simbolo dell’architettura rurale del Salento; la torre cinquecentesca è stata arricchita da una delicata cornice, con le finestre in leggero rilievo. Tra Nardò e Gallipoli è un susseguirsi di casini di campagna, fra i quali spicca Villa Taverna, che al solido impianto del corpo di fabbrica, abbina la plasticità degli elementi decorativi. Da Nardò si torna a Lecce grazie alla Strada Provinciale 101. |