Prima giornata Il primo paese da cui parte la visita del Capo di Leuca è Tricase, una fiorente cittadina del Basso Salento. Notevoli sono le testimonianze storiche e artistiche, architettoniche e culturali conservate a Tricase e nelle frazioni. Ne riportiamo alcune tra le più significative: Castello dei Gallone, ricostruito nel XVI sec. sui resti della rocca del Trecento, saccheggiata dai Turchi nel 1480; Cripta della Madonna del Gonfalone (XI sec.) presso la provinciale per Alessano.
Di modeste dimensioni, presenta un interessante interno sorretto da pilastri, con un recinto centrale; Abbazia di Santa Maria del Mito; Chiesa Matrice (XVIII sec.) e numerose chiese e cappelle dedicate alla Vergine e ai Santi, lungo un arco temporale che spazia dal XV al XIX sec; in località Marina Serra, in territorio di Tricase, si possono ammirare alcune interessanti torri d’avvistamento (Torre Sasso e Torre Palane), edificate tra XVI e XVII sec. per la difesa dalle incursioni dei pirati e dei temutissimi Turchi; particolarmente interessanti i castelli delle frazioni Caprarica del Capo, Depressa, Lucugnano e Tutino. Notevole quest’ultimo con fossato e torri agli angoli.
Lasciata Tricase, si giunge facilmente ad Alessano. Cittadina di antiche origini, visse una stagione di grande splendore nel XII sec., quando i Normanni la fortificarono e la elevarono al rango di sede vescovile. Passata nel Cinquecento ai Gonzaga e diventata centro di una contea comprendente altri comuni, Alessano fu tra le più floride signorie del Basso Salento, come testimoniano gli splendidi palazzi e le tante chiese.
Da visitare: Palazzo Ducale del Quattrocento, costruito dai Del Balzo e fortemente rimaneggiato; Chiesa Matrice del SS. Salvatore (XIX sec.), la Cappella dello Spirito Santo e la Cappella del Crocifisso (XVII sec.); la masseria fortificata Santa Lucia, in Contrada Macurano, con torre, contrafforti e caditoie; i resti della Torre del Rio o del Riccio; il notevole castello medievale della frazione Montesardo che, pur fortemente rimaneggiato, ha conservato tutto il suo originale fascino.
Altra tappa, in questa scoperta del Capo di Leuca, è Gagliano del Capo. Abitato fin da tempi remoti, come testimoniano alcuni menhir, il feudo di Gagliano comprende un lungo tratto di costa che, da Marina di Novaglie, include anche le estreme punte della penisola, Punta Ristola e Melìso. Da annoverare: la Cripta di Santa Apollonia, nella frazione San Dana, con tracce di affreschi che dovettero essere un tempo notevolissimi; il menhir di Viale Stazione; alcune interessanti chiese, come la Parrocchiale di San Rocco (XVII sec.), la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli e le chiese di Arigliano, una piccola, ma interessante frazione di Gagliano del Capo; il Santuario di Santa Maria di Leuca, meta di pellegrinaggi, con la celebre scalinata che, secondo la tradizione, deve essere fatta almeno una volta nella vita, pena ritornarvi da defunti per percorrerla; i tanti belvedere, tra i quali il Ciòlo con il ponte e la pittoresca insenatura incastonata tra gli scogli.
Seconda giornata Dopo aver visitato il versante adriatico del Capo di Leuca, la seconda giornata è invece dedicata alla scoperta di quei paesi che sorgono sulle lievi ondulazioni che dominano il versante ionico. Da Maglie-Santa Maria di Leuca (SS 275) si giunge ad Alessano e, innestandosi sulla Gallipoli-Santa Maria di Leuca (SS 274), si giunge a Salve, da dove inizia l’escursione. Come per molti altri comuni del Salento, le origini di Salve si fanno risalire ad un console o centurione romano, nel qual caso di nome Salvius, che avrebbe gestito queste terre, anche se non esistono prove a convalidare quest’ipotesi. Saccheggiata dai Turchi nel 1480 e dai pirati nel 1537, Salve si dotò di un sistema difensivo basato su torri costiere d’avvistamento e masserie fortificate nell’entroterra.
Da segnalare: la caratteristica Torre Pali, rinomata località balneare; le masserie fortificate Santu Lasi (con torre del XVI sec.), Borgin, Don Cesare (costruita tra XIV e XV sec.), Fano e Pali (entrambe del XV- XVI sec.) che formavano un efficace apparato difensivo; le notevoli chiese, in particolare la Parrocchiale del Cinquecento, le cappelle gentilizie e pubbliche e il bellissimo Santuario di Santa Marina, nella frazione Ruggiano.
Da Salve si giunge al vicino centro di Morciano di Leuca, le cui origini si confondono tra mito e realtà. Si presume che Morciano sia stato fondato dai superstiti dell’antica città messapica di Veretum, della quale si possono individuare le tracce nelle campagne della zona. Morciano di Leuca vanta inoltre una piccola ma interessante frazione, Barbarano, circondata da “vore”, profonde voragini dovute alla particolare tipologia del sottosuolo. Da visitare: la Chiesa di Leuca Piccola a Barbarano, adibita ad ospitare i pellegrini in viaggio verso il Santuario di Santa Maria di Leuca; il Castello di Morciano, fatto edificare da Gualtieri VI di Brienne nel XIV sec., che ha subito rimaneggiamenti nel corso dei secoli, senza tuttavia perdere il suo fascino; la Chiesa di S. Giovanni Elemosiniere, la Chiesa della Madonna di Costantinopoli (dedica che ritorna frequentemente in tutto il Salento a ricordare l’ombra inquietante del Gran Turco), la Chiesa di Santa Lucia; la bellissima Marina di Torre Vado con l’omonima torre, tra le mete più ambite del turismo estivo per la bellezza del posto e la brillantezza dell’acqua.
Poco distante dal comune di Morciano, sorge un affascinante, piccolo centro, Patù. Secondo gli studi archeologici, Patù (forse dal greco Pathos, intensità d’emozione) sarebbe sorto dopo la distruzione dell’antica Veretum, avvenuta nel IX sec. ad opera dei Saraceni. A convalidare quest’ipotesi sarebbero sia le chiese dedicate a San Giovanni Battista, in quanto, secondo la tradizione, Veretum fu riconquistata il 24 giugno del 877, sia la presenza di materiale di riutilizzo proveniente proprio dall’antica città messapica. Notevoli le testimonianze storiche e artistiche, tra le quali da segnalare: la già citata Chiesa di San Giovanni Battista, con elementi d’architettura bizantina riutilizzati nella nuova costruzione e particolari cari alla tradizione costruttiva del Romanico, come il rosone centrale e le monofore; la celebre Centopietre, una misteriosa costruzione realizzata con enormi monoliti. Ad aula unica con tetto a spioventi, conserva tracce di affreschi dall’XI al XIII sec.; la Cripta di Sant’Elia, in Contrada Verginelli, con affreschi acefali degli Apostoli; la pittoresca insenatura di San Gregorio, dove un tempo sorgeva presumibilmente il porto di Veretum.
Poco distante da Patù ecco Castrignano del Capo. Arricchito da alcune belle frazioni (Giuliano, Salignano e Leuca), il paese sta vivendo un momento di importante sviluppo, grazie anche a quel turismo culturale interessato alla conoscenza delle profonde radici del Salento. Nato in seguito alla distruzione di Veretum e Leuca, Castrignano del Capo non fu immune ai sanguinosi assalti dei pirati e dei Turchi, dei quali si ricorda il terribile sacco del 1624. Da segnalare: le opere di fortificazione, quali la superba Torre di Salignano, la Torre degli Uomini Morti a Leuca e i resti di Torre Marchiello sulla costa; il Castello di Giuliano del XVI sec. con torri e fossato; la masseria fortificata Calamita munita di torri, a ricordare come anche la vita dei campi non fosse immune da attacchi e saccheggi; sempre a Giuliano, il menhir e la Chiesa di San Pietro del X sec.; a Castrignano del Capo la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo (XVIII sec.); le chiese di Salignano; la Chiesa di Cristo Re e le notevoli ville a Leuca, rinomata località di villeggiatura già dalla fine dell’Ottocento. Si può cogliere tutto il fascino del Liberty, insieme all’atmosfera delle città d’Oriente.
L’itinerario alla scoperta del Capo di Leuca non sarebbe completo senza una visita alle tante grotte e caverne, che hanno reso questo estremo lembo d’Italia apprezzato e studiato anche a livello internazionale. Dal versante adriatico verso Sud, per risalire poi lungo il litorale ionico, è tutto un alternarsi di grotte e caverne naturali che hanno restituito notevoli reperti archeologici, oltre a conservare interessanti microclimi, studiati per le loro caratteristiche uniche.
È possibile procedere alla visita delle grotte, contattando le pro loco e le associazioni che si occupano di promuovere la conoscenza di questo interessante patrimonio culturale. Sono previste anche delle escursioni in barca, per accedere a grotte non altrimenti raggiungibili che dal mare. Da segnalare: grotta Matrona (litorale di Tricase); grotte del Ciòlo, le Due Pietre, la Cattedrale, la Cascata e altre (litorale di Gagliano del Capo); grotte Cazzafri, del Diavolo, le Tre Porte, dei Giganti, della Stalla, del Drago e altre (litorale di Castrignano del Capo).
Prima di lasciare queste zone, sarebbe un’esperienza unica ammirare il tramonto dal Santuario di Santa Maria di Leuca, per assaporare tutto il fascino di una terra bagnata da due mari che l’hanno modellata, mentre i raggi del sole si prolungano dallo Ionio all’Adriatico, regalando uno spettacolo emozionante eppure quotidiano. Da millenni. |