Feste e ricorrenze a Lecce Giorni del 24, 25, 26 agosto: festa dei patroni Oronzo, Giusto e Fortunato. Festività di carattere religioso con processione per le vie di Lecce, bancarelle con prodotti tipici della cucina e dell’artigianato e fuochi pirotecnici che chiudono i tre giorni di festa. L’appuntamento richiama turisti e curiosi da tutto il Salento e anche dalle province vicine. Giorni 13, e 14 dicembre: fiera dei pupi e dei pastori. Prodotti celebri e apprezzati dell’artigianato locale, i pupi e i pastori da Presepe, realizzati soprattutto in cartapesta e in terracotta riempiono le bancarelle insieme con altri prodotti quali maschere e decorazioni per il Natale. Non mancano poi i prodotti tipici per il palato, quali in particolare i dolci.
Feste e ricorrenze a Calimera settimana precedente la Domenica delle Palme: gruppi di persone portano in giro ramoscelli d’ulivo, arance e immagini sacre, intonando canti dedicati a San Lazzaro. Si celebra quindi la Passione di Cristo come una rappresentazione drammatica, ma a fare della festa di Calimera un avvenimento unico nel suo genere, è la particolarità dei canti che sono in “grico”, un dialetto simile a quello delle campagne greche, retaggio della cultura e delle radici elleniche della zona, la Grecìa Salentina appunto.
Feste e ricorrenze a Carpignano Salentino Giorni del 2 e 3 luglio: festa della Madonna della Grotta. La festa per la Vergine della Grotta di Carpignano S. è rappresentativa di quasi tutte le feste patronali tipiche del Salento, dove ad una religiosità quasi “primitiva”, si mescola il culto dei miracoli, materializzatosi nella costruzione di sontuosi santuari. Il 1 novembre: fiera di Ognissanti. Si tratta di una delle fiere più antiche del Salento, risalente all’incirca all’anno Mille. Per l’occasione si mangia la carne del maiale e si tratta la compravendita di animali (cavalli, suini, equini, bovini). Primo fine settimana di settembre: festa te lu mieru. La sagra nasce nel 1974 per celebrare uno dei prodotti tipici del Salento, il vino (mieru, da latino merum), il nettare degli dei. La festa è allietata da musiche tradizionali, consumazione di prodotti tipici e fiumi di vino.
Feste e ricorrenze a Galatina Il giorno del 29 giugno: festa dei Santi Pietro e Paolo. Tra le più antiche festività del Salento, è sicuramente anche quella nella quale sacro e profano sono più manifesti. La tradizione vuole che da Galatina siano passati i santi Pietro e Paolo per andare a Roma. Essendo San Paolo protettore contro il veleno di ragni e serpenti, avrebbe attribuito potere terapeutico all’acqua di un pozzo, conservato presso la cappella del santo omonimo. Sul luogo si recavano le “tarantate”, ossia le donne che venivano morse dalla “taranta” (ragno) durante i lavori nei campi, per guarire dalle convulsioni, attribuite al veleno diabolico dell’animale. In realtà si trattava di turbe psichiche che venivano temporaneamente “esorcizzate” con musica di tamburelli, violini e fisarmoniche (la “pizzica pizzica”), per intercessione di San Paolo. Il culto della “taranta” è comune a tutto il Salento, proprio come la fede in San Paolo.
Feste e ricorrenze a Gallipoli Ultimo giorno di Carnevale: sfilata di carri allegorici con balli di gruppi mascherati per festeggiare il più bel Carnevale dell’Arco Ionico. I giorni 24, 25 e 26 luglio: fiera e festa di Santa Cristina con luminarie, divertimenti e una caratteristica processione per le vie della città vecchia, con le luci e i colori che si riflettono sul mare. In quest’occasione si svolge la caratteristica cuccagna sul mare.
Feste e ricorrenze a Melpignano Il giorno del 18 agosto: "Notte della Taranta". Nello splendido scenario del Convento degli Agostiniani si chiude la rassegna musicale dedicata alla “pizzica pizzica”, dopo aver toccato diversi comuni. L’atmosfera è rovente, la scenografia scintillante, la musica fragorosa e trascinante. Il tutto è impreziosito da celebri musicisti e cantanti che rendono omaggio alla musica popolare salentina, la “pizzica” e al culto della “taranta” che, per l’occasione sembra aver “pizzicato” tutti.
Feste e ricorrenze a Novoli I giorni 1 e 18 gennaio: festa di Sant’Antonio. I festeggiamenti in onore del Santo, protettore degli animali e invocato contro il temutissimo “fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster), sono accompagnati da diverse manifestazioni nelle quali, anche in questo caso, sacro e profano convivono. La più significativa è sicuramente quella che si tiene la sera della vigilia, la cosiddetta “focara”. Si tratta di un enorme catasta di legna, sulla quale viene posta l’effigie del santo patrono, data alle fiamme dopo la processione dell’”Intorciata”, così detta perché la statua del santo è circondata da grossi ceri. La “focara” brucia fino al giorno successivo e le ceneri vengono distribuite come reliquie. Feste e ricorrenze a Otranto I giorni 13 e 14 agosto: festa dei Santi Martiri. La festa richiama il dramma della presa di Otranto da parte dei Turchi, nel 1480 e il successivo martirio degli ottocento prigionieri che non vollero convertirsi all’Islam per aver salva la vita. Le strade di Otranto si riempiono di bancarelle e si animano di turisti e curiosi che assistono alla messa e alla processione. E’ d’obbligo la visita alla Cappella dei Martiri, nella cattedrale e alla chiesa di Santa Maria dei Martiri, sul Colle della Minerva dove i martiri furono trucidati. Negli edifici sacri citati sono conservate le spoglie mortali dei due volte protettori di Otranto, spoglie che, secondo la leggenda, restarono incorrotte per un anno all’aperto, fino alla riconquista della città l’anno successivo.
Feste e ricorrenze a Torrepaduli, frazione di Ruffano I gironi 15 e 16 agosto: festa e fiera di San Rocco. Legata alla leggenda secondo la quale il santo avrebbe soggiornato a lungo nella località, la festa si compone di due parti, una religiosa con la statua del santo che viene portata in processione per le vie del paese e una civile, che assume quasi i tratti di una festa pagana. Dopo la processione segue, sullo spiazzo antistante il santuario di San Rocco, una festa che dura fino al mattino dopo tra musica e danze popolari, al suono della “pizzica pizzica”. Per l’occasione si può assistere alla “danza delle spade”, dove due persone simulano un combattimento al suono frenetico dei tamburelli. Si è voluta vedere nella danza, una lotta tra l’uomo e la “taranta”, ma in realtà il ballo risalirebbe alla presenza in zona, per l’occasione della fiera, di zingari e gitani che solevano risolvere le controversie in pubblici duelli col coltello. |