Cosa visitare a Otranto

Faro di Punta Palascia Otranto

Il faro della Palascìa è noto anche come Capo d’Otranto in quanto è il punto più orientale della penisola italiana. Il faro chiude l’incantevole Baia delle Orte e segna il punto di inizio, per salinità e profondità, del Mar Ionio. Il nome sembrerebbe derivare dalla presenza in zona di qualche chiesa rupestre nella quale era venerata la Panagìa, ossia la Vergine. Il faro sorge poco distante da dove, fino al XIX sec., sorgeva una torre di avvistamento (m. 82 s.l.m.) edificata nel corso del Medio Evo, visto che nel 1569 risulta ancora funzionante e agibile. Scarse le notizie nel corso del Seicento, si sa solo che era attendente alla torre un certo Antonio da Minervino, caporale, mentre da fonti del 1725 risulta ormai in disuso e inabitabile. Probabilmente l’esposizione agli agenti atmosferici, all’acqua e ai potenti venti che sferzano il Canale d’Otranto ne determinò un rapido deterioramento, tanto che nel 1825 viene riportata in pessimo stato e ridotta ormai ad un rudere. Della vecchia torre ormai non rimane alcuna traccia. I resti probabilmente sono stati impiegati per l’erezione dei muretti a secco che caratterizzano il paesaggio circostante. Nel 1867 fu costruito ed attivato l’attuale faro, posto poco più in basso rispetto alla torre di avvistamento. Fino agli anni Sessanta del Novecento il faro era alimentato a petrolio, successivamente arrivò la luce elettrica e furono pertanto costruiti gli ambienti per le famiglie dei guardiani del faro. Rimasto in disuso per diversi anni, attualmente il Faro della Palascìa è stato ripristinato con un potente fanale a cellula solare, diventando un interessante esempio di archeologia industriale. Il Faro della Palascìa è ogni anno meta di un numero crescente di turisti e ben rappresenta l’”Alba dei Popoli”, iniziativa che vede Otranto al centro di interessanti celebrazioni tra dicembre e gennaio.