La storia di Salve

Il nome della città di Salve esprime un saluto, e nel contempo un invito a vedere e godere delle bellezze del luogo. I primi uomini si presume che si insediarono in questo territorio circa 60.000 anni fa. Sono testimonianza della presenza umana in questa area alcuni oggetti come raschiatoi, limace, punte e frammenti ossei ritrovati nella Grotta Montani.

Grazie a delle indagini archeologiche sono stati scoperti anche dei villaggi, uno dell'epoca messapica nelle vicinanze de "La Chiusa della Masseria dei Fani", in questo caso il caseggiato fu abitato dal 1550 a.C. fino al 1400 a.C. da una comunità proveniente da un villaggio vicino, attratta dalla presenza di una fonte d'acqua dolce. I resti ritrovati fanno pensare che le abitazioni di questa popolazione fossero delle semplici capanne fatte di rami e fango.
"La chiusa di Fani" fu abbandonata, come detto, nel 1440 per motivi che non si conoscono e rimase disabitata fino al 900 a.C. Chi visse in questo sito a partire dal 900 avanti Cristo, ovvero all'inizio dell'Età del Ferro, abitò in capanne di pianta ovale costruite con mattoni di fango secco e con tetto fatto di rami e paglia. Agricoltura e allevamento erano le uniche fonti di ricchezza. Nel VII secolo a.C. il villaggio fu di nuovo abbandonato.
Nel 550 a.C., il sito si popolò ancora una volta, le case in questo caso erano con pianta rettangolare, fatte di mattoni e tegole di terracotta. L'agglomerato aveva anche un muro di cinta largo otto metri ed alto quattro. Questo villaggio fu abbandonato per l'ennesima e ultima volta nel 470 a.C. a causa della crisi che l'intera Messapia subì durante la belligeranza con la colonia greca di Taranto.

L'altro villaggio era denominato Spigolizzi, ubicato nelle vicinanze delle masserie "Spigolizzi" e "Profichi" e risalirebbe all'Età del Bronzo Medio, XVI-XV secolo a.C. Durante alcuni scavi archeologici, in questa zona, sono stati rinvenuti dei reperti ceramici e faunistici.

Un altro villaggio scoperto, il terzo, è quello della cittadella di Cassandra, spesso ritenuto l'insediamento di Spigolizzi. Secondo la leggenda questa città disponeva di un mulino che macinava le pepite d'oro. Il centro era florido in realtà grazie alla produzione di olio e vino, e fu devastato dai Goti nel 548 d.C.
Il quarto ed ultimo agglomerato scovato nella zona di Salve è di origine messapica e del quale non è noto il vero nome. Venne soprannomianto Casale di San Biagio, perchè ubicato vicino alla cappella dedicata a "Santu Lasi". Ma non si dispone di dati certi in questo caso: le frequenti opere di dissodamento e bonifica condotte su questo terreno nel corso dei secoli hanno tolto ogni possibilità di rinvenire le tracce necessarie pe ricostruire il suo passato.
Solo Si presume che il Casale sia stato abbandonato dai suoi abitanti nel VI secolo dopo Cristo in seguito ad una pestilenza o, come per Cassandra, a causa della furia devastatrice dei Goti.

La leggenda narra che la città di Salve fu fondata da un centurione romano di nome Salvius nel corso del 267 a.C. Qualche secolo dopo, Salve crebbe rapidamente includendo feudo e popolazione di Cassandra e del Casale di San Biagio, perchè anche questi ultimi furono distrutti. I profughi scelsero però di restare a Salve per sempre, e di non ricostruire le loro vecchie abitazioni, ciò anche per non tornare in una zona affatto salubre.

Nel corso del IX secolo d.C. anche i Salvesi, per difendersi dalla minaccia delle incursioni e invasioni turche, edificarono una piccola e ben predisposta fortezza, grazie alla quale riuscirono a respingere più volte gli attacchi di corsari e barbari. In questo contesto storico, sotto la dominazione spagnola, Carlo V fece iniziare la edificazione di una serie di torri costiere, a scopo di avvistamento e di vedetta. La torre edificata nel sito di Salve, la Torre dei Pali, fu terminata nel 1563. Fu posta su uno scoglio, nel mare, a pochi metri dalla riva, all'origine la torre era collegata alla terraferma da un ponte in muratura. Oggi questo tratto di muro non esiste più e la torre appare isolata in mare.

Un altro aneddoto da citare è quello del 1628, anno in cui i Salvesi decisero di acquistare un organo per la Chiesa. L'organo ancora oggi è funzionante e risulta essere il più antico di Puglia e tra i più antichi d'Italia. Grazie alla bonifica delle paludi costiere, condotta all'inizio del 1900, la principale attrazione del territorio Salvese sono le spiagge, il fenomeno turistico rappresenta una delle principali risorse economiche della zona. Le località di vacanza con acque pulite e spiagge di sabbia color oro sono Pescoluse, Posto Vecchio e Torre Pali.


Fanno parte del territorio comunale di Salve le località di:  Pescoluse  Torre Pali e  Posto Vecchio


Mappa Salve