La funzione pubblica di alcuni mestieri del Salento

Alcuni mestieri, ormai scomparsi, offrivano alla comunità alcuni importanti servizi di natura pubblica e svolgendo talvolta funzioni di natura sociologica.

Stai programmando un'escursione nel Salento? Seleziona le date e prenota subito un'escursione, un itinerario turistico o una visita nell'affascinante mondo dell'antico artigianato salentino. Le rubriche suggerite hanno solo valore indicativo, programmi e proposte vengono continuamente aggiornati, consultali seguendo le indicazioni del widget qui sotto!

 

Banditori, repute e macàre

Alcuni mestieri salentini rientrano nella categoria di quelli che chiameremmo oggi del servizio pubblico, in alcuni casi, come vedremo, la funzione era di natura socilogica, legata alle convinzioni e alle radicate credenze del tempo. 

Lu Vandisciatore

Oggi siamo sommersi e tartassati dai comunicati e dagli spot, radio e teletrasmessi, stampati sui muri o nella cassetta delle lettere; un tempo le comunicazioni, sia istituzionali che commerciali, erano di meno, ma c'era ugualmente bisogno di chi le trasmettesse agli interessati.

A svolgere questa funzione era lu vandisciatore, ossia il banditore, il quale percorreva in lungo e in largo tutto il paese, si fermava ogni 50 metri, attirava l'attenzione delle persone con alcuni squilli di corno e poi scettava lu vandu, lanciava i proclami della pubblica amministrazione o propagandava qualche fatto commerciale di rilievo: Ttenzione ttenzione, nu chilu mmienzu na lira, tradotto: Attenzione attenzione: per chi è interessato, in piazza sono arrivate le boghe fresche, un chilo e mezzo per cento lire.

La reputa e la macàra

La rèputa era la prefica, ovvero la donna chiamata a piangere ai funerali, tessendo gli elogi del defunto e commuovendo i presenti: Noi prefiche, testimoniava nel 1994 l'ultima reputa allora vivente, non piangevamo mai, facevamo piangere le altre donne, quelle della famiglia del morto. Conoscevamo le strofe a memoria e poi inventavamo, secondo i casi: giovane morta, sposa morta, giovane, vecchio, bambino, eccetera.

La macàra era la fattucchiera, ossia una donna anziana, alla quale ci si rivolgeva allorché si temeva di essere oggetto di malocchiu, 'nfascinu o macaria, stregonerie lanciate da qualche persona ostile; o più spesso per invidia e si voleva scagliarne su qualcun altro; oppure per conquistare o mantenere fedele l'innamorato e per guarire da un male oscuro.

E' certo difficile chiamare mestieri quelli della rèputa e della macàra: certo è che queste donne venivano compensate per la loro attività; non erano delle persone che lo facevano per mestiere, bensì casalinghe e contadine che si adattavano a fare anche questo.

Le macàre più accreditate si trovavano a Soleto, i cui abitanti vengono chiamati appunto macàri.

I proverbi sulle Màcare

Sai cce me tisse na vecchia macàra? Lu focu de la paja pocu tura.
Sai cosa mi disse una vecchia strega? Il fuoco di paglia poco dura.

Un suggestivo video dell'epoca che ritrae le prèfiche al lavoro