I dolmen o pietre orizzontali, sono delle piccole camere a pianta regolare formate da circa sette o otto pilastri monolitici che sorreggono una grande lastra in pietra utilizzata come copertura. Questi si presentano grezzi senza alcun tipo di lavorazione, hanno un'altezza massima di un metro e mezzo e poggiano sulla roccia quasi affiorante in corrispondenza del vano interno.
Il lastrone che costituisce la copertura, come gli altri pilastri, sono simili alla pietra sulla quale sorgono; da questo di desume che il materiale necessario alla costruzione derivi da banchi rocciosi collocati nelle immediate vicinanze. Sembra che in tempi ancora più remoti alla loro scoperta questi siano stati preceduti da una doppia fila di lastre di pietra disposte a corridoio e piantate di taglio. In qualcuno di questi monumenti sono state ritrovate ossa umane e frammenti di ceramica.
Cosimo De Giorni ipotizzò che queste tombe megalitiche in tempi lontani fossero coperte da un grande cumulo di terra che venne poi spazzata via dalle acque piovane lasciando scoperta solo la cella funeraria.
I più bei dolmen del Salento si trovano a Giurdignano, località poco distante da Otranto. Qui vi sono sette e furono scoperti tra il 1893 e il 1910 da Pasquale Magulli.
Oltre a questi, scendendo verso Leuca, troviamo un altro gruppo di monumenti; stessa cosa dicasi per l'agro di Melendugno dove nel 1910 venne scoperto un terzo gruppo. Un occhio paricolare va al fatto che l'entrata di quasi tutti questi monumenti è volta ad oriente; la stessa cosa è stata riscontrata nel dolmen di Bisceglie.
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