Muretti a Secco nel Salento

Muretti a Secco nel Salento

Le prime costruzioni rurali che furono erette nel Salento, terra di sassi, probabilmente furono i Muretti a Secco. Avevano lo scopo di delimitare la proprietà dei campi, di impedire il pascolo abusivo e per terrazzare il suolo scosceso; col passare del tempo i muretti assunsero un aspetto più definito per forma e dimensioni.

 
Da questa pagina è possibile prenotare un itinerario culturale e storico o una serie di escursioni; i tour suggeriti sono solo indicativi, il catalogo è in continuo aggiornamento; questa rubrica è dedicata ai muretti a secco che costellano le campagne salentine.

 

Origini e adattamento del muretto a secco

Occorreva rompere la roccia, la pietra così estratta si accumulava disordinatamente al margine dei campi. Per questo motivo sorsero prima dei semplici argini di pietre che delimitavano la proprietà di ciascun proprietario, quindi i muretti assunsero una aspetto sempre più definito con forma e dimensioni, divennero più snelli e assunsero peculiarità e funzioni specifiche a seconda dello scopo al quale venivano edificati.

Si cominciò ad adoperarli sistematicamente sia per proteggere le coltivazioni dai i pascoli abusivi, sia come mezzo di difesa del suolo nei terrazzamenti. Si sviluppò un'arte, tramandata da padre in figlio, chi per mestiere costruiva muretti a secco era detto paritaru.

Come si costruisce un muretto a secco

La tecnica di costruzione prevede prima di tutto che un preciso banco di roccia venga individuato, poi si costruisce la base composta da due file parallele di pietre grosse, si erigono quindi due file di pietre più piccole convergenti verso l'alto, gli interstizi vengono poi riempiti da materiale più fino.

All'altezza desiderata le due file di pietre vengono legate da lastre di pietra più grosse messe di taglio. Infine si chiudono le fessure delle facciate inserendovi a forza schegge e scaglie di pietra.

I muretti cambiano in base alla classe sociale, alla funzione e al periodo storico

Nel tempo i muretti hanno avuto una evoluzione e le funzioni che hanno svolto sono innumerevoli. Ci sono i muretti risalenti all'epoca dei messapi con una struttura a blocchi squadrati poggiati orizzontalmente, quelli patrizi che svolgevano il compito di delimitare tenute e poderi appartenuti a casati di gran nome, quelli del volgo, costruiti dallo stesso contadino a delimitazione della piccola proprietà chiamata chisùra.

I muri a secco sono stati adoperati anche in difesa delle colture dagli agenti atmosferici, specie lungo il litorale marino. Un'altra funzione è quella dei muri che chiudono pochi metri quadrati di suolo, formando un recinto per gli animali ncurtatùru.

Un muretto a secco particolare: il Paralupi

Un particolare tipo di muri a secco è il paralupi, veniva utilizzato principalmente nella recinzione del terreno circostante le masserie. La zona terminale del muro è costituita da un cordolo rialzato effettuato con grosse pietre piatte dette cappeddthi, che sporgono dal muro verso l'esterno, in modo da impedire agli animali selvatici di arrampicarsi e penetrare all'interno del recinto, originariamente venne ideato per difendersi dai lupi, da cui il nome.

Il rischio estinzione

Negli ultimi anni i muretti a secco sono divenuti di intralcio nella coltivazione delle terre in seguito ai processi di meccanizzazione dell'agricoltura, se si tiene conto anche della carenza di manodopera specializzata si capisce come i muretti a secco stiano progressivamente scomparendo.

La scomparsa o rarefazione dei muretti non solo incide negativamente sul paesaggio ma anche sull'ambiente. Nei muri a secco sopravvive una ricca fauna e flora, essi sono inoltre un importante elemento di diversificazione ecologica e del paesaggio.