LAGHI ALIMINI: UNA RISERVA NATURALE NEI PRESSI DEL MARE
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Informazioni turistiche sulla località dei Laghi Alimini Otranto
Gli Alimini rappresentano uno dei bacini lacustri e ambienti umidi più importanti della regione Puglia, per le sue dimensioni, la ubicazione topografica, la sua origine e formazione e la produzione della industria ittica. I laghi sono vicini al mare Adriatico e alla città di Otranto. I laghi Alimini sono immersi nel verde della macchia mediterranea e vicino al mare. Il lago più a nord si chiama "Alimini Grande" perché è il più esteso dei due, deriva le sue origini dal fenomeno del carsismo, il lago più a sud si chiama "Alimini Piccolo", oppure "Fontanelle" e invece si è originato in seguito alla azione di erosione del mare.
Le due aree lacustri sono comunicanti tra loro tramite un canale naturale chiamato "lu Strittu" che è lungo 1300 metri e largo circa 10 metri.
La origine di questi laghi risale all'età del Mesozoico. Su questo strato si sono aggiunti altri nell'età del Miocene e del Pliocene. Altre trasformazioni della crosta terrestre ci sono state con il Pleistocene. Questi cambiamenti tettonici hanno determinato la odierna fisionomia dei laghi: il territorio è prevalentemente pianeggiante e i laghi sono le uniche depressioni sommerse dall'acqua. Quando più a nord il territorio degrada rapidamente si originano alte falesie, quando invece più a sud, il territorio degrada lentamente si creano spiagge basse e poco estese.
Fontanelle, nel Quaternario, non comunicava con il mare, era un lago vero e proprio, non dipendente da Alimini Grande, una fossa con il fondo impermeabilizzato. Le acque, all'inizio salate, si fecero sempre più dolci perché si mischiavano con le acque piovane e con le acque di sorgenti. Questo facilitò il diffondersi di varie specie di flora e fauna lacustri.
Le acque chiuse di Alimini Piccolo si sono lentamente innalzate e poi riversate nella depressione naturale posta fra i due laghi, per poi scavare le rocce tenere delle rive fino a raggiungere il lago Alimini Grande, stabilendo la comunicazione fra i due laghi ed il mare. Alimini Grande aveva una foce larga 250 metri e distante 600 metri dalla spiaggia, una sorta di fiordo del Mare Adriatico. Le coste erano prevalentemente di roccia, su quel che rimane di queste si può ancora oggi leggere il movimento ondoso marino.
Le prime informazioni sicure circa i laghi sono del 1219, quando Federico II attribuì alla Rendita dell'Arcivescovo di Otranto un terzo di essi. I Turchi giunsero via mare sulle coste salentine nel 1480, sbarcarono proprio presso gli Alimini con 40 galere, 50 fuste, 16 barche, 40 mahoni e 18000 uomini. La prima battaglia tra Ottomani e popolazioni Cristiane avvenne proprio presso gli Alimini. Otranto resistette all'attacco per più di un anno. In questo periodo, i turchi, vissero sul territorio degli Alimini. Nel Medioevo gli Alimini erano una contrada popolata e prospera, disseminata di paesi, villaggi, casali e conventi, e con una buona condizione igienico-sanitaria. Un sistema complesso di canali faceva defluire le acque verso il mare e verso i laghi, le campagne erano ben tenute e coltivate. L'arrivo dei turchi determinò la fuga dei contadini e dei coloni che abitavano la zona, essi furono costretti a riparare nei paesi circostanti di Martano, Serrano, Carpignano, Borgagne, che avevano mura e castelli di difesa. Questo causò il disinteressamento dei signori feudatari dal territorio di Alimini che fu abbandonato nel degrado. Solo nel corso del 1700 iniziarono le dispute sul diritto di proprietà di alcune terre degli Alimini. E l'interesse economico verso l'area dei bacini cominciò a registrarsi per ragioni legate all'allevamento dei pesci e al taglio dei giunchi.
Nel corso del 1886 i diritti ecclesiastici vennero cancellati, sia il terzo delle rendite spettanti all'Arcivescovo di Otranto, sia i rimanenti due terzi divennero del demanio che assegnava il diritto esclusivo di pesca nelle acque lacustri a dei privati, per un periodo di 99 anni. Nel 1800 le aree circostanti i laghi erano spopolate e senza alcuna traccia di vegetazione. C'erano solo alcune masserie abitate solo in alcuni periodi dell'anno, quello che si temeva erano le esalazioni nocive delle acque lacustri. La possibilità di essere contagiati dalla malaria era altissima. Pochissimi furono i contadini più coraggiosi che condussero nei periodi invernali i lavori di aratura, semina e mietitura. Il lavoro veniva svolto nel più breve tempo possibile.
Grazie alla dedizione e al rischio corso da alcuni uomini vennero bonificate queste zone. Presto ci si accorse come queste terre fossero idonee a qualsiasi tipo di coltivazione. Il depaludamento di questa area fu importantissimo per la crescita e lo sviluppo di tutta la provincia. La bonifica si condusse su circa 2.300 ettari di terreno.
Verso la metà del 1900 la malaria scomparve sia a Otranto che in tutte le zone vicine. Si iniziò in questa fase a dividere le terre in poderi, da cui seguì lo stabilirsi sul posto della popolazione contadina. Il paesaggio risultò molto cambiato. Furono costruiti impianti di irrigazione, vennero costruiti nuovi percorsi e aggiustati quelli esistenti. Presso il comprensorio Alimini oggi sono concentrate efficienti strutture turistico ricettive. Insieme a queste tutto l'indotto del settore: ristoranti, spiagge attrezzate, discoteche, aree verdi e maneggi che ha contribuito a fare di questa zona una delle più attraenti per i turisti di tutto il mondo.
La bonifica di laghi e terreni prevedeva che la attività della pesca potesse continuare, ciò che sarebbe stato interrotto immediatamente, perchè molto nocivo e inquinante per l'aria, era la macerazione di lino e canapa.
Il depaludamento e la trasformazione del territorio causò l'annientamento e la distruzione di vaste aree di macchia mediterranea. Gli interventi portarono alla nascita di un sistema di 126 poderi e 1959 quote. Una popolazione contadina poté stanziare continuamente. La modificazione del paesaggio fu totale e definitiva.
Ben presto il pascolo e il canneto lasciarono il posto alle colture seminative e legnose. Gli impianti di irrigazione, il cambiamento delle colture, lo sviluppo infrastutturale della viabilità tra i poderi e le nuove strade che permisero la comunicazione tra Fontanelle e Frassanito; la costruzione dei canali e la elettrificazione; il collegamento con la Litoranea Salentina; e a partire dagli anni Sessanta la valorizzazione del turismo hanno cambiato il destino di questa zona, prima sfortunata e poi ricca e ambita.
Caratteristiche costa in prossimità dei Laghi Alimini
La costa degli Alimini è caratterizzata dalla presenza di spiagge di sabbia, calette e rocce di altezza media e bassa, proprio questo tipo di litorale caratterizza la zona nord: Punta San Giorgio.
Più a sud c'è l'area di Conca Specchiulla, dove il mare dalle acque cristalline bagna una serie di baie e calette, con spiaggette di sabbia, che si alternano a rocce di media altezza. Serra Alimini è un altro tratto sabbioso, seguono le lunghe e sabbiose spiagge dei laghi Alimini.
Poi si possono incontrare le calette sabbiose della stupenda insenatura della Baia dei Turchi, quindi la l'arenile e la roccia bassa di Torre Santo Stefano dove è ubicato il Club Med.
In fine un tratto di costa rocciosa, prima di giungere nella località di Otranto prorpiamente detta, qui, appena prima di Otranto si trova la bellissima insenatura della grotta Monaca.
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Come raggiungere Alimini
In auto:
Per raggiungere Alimini da nord occorre percorrere l'autostrada fino a Bari, poi seguendo la superstrada SS16, SS379, SS613, si raggiunge Lecce; da qui si prosegue per Maglie ripercorrendo la SS16 e quindi si giunge ad Otranto; risalendo la litoranea lungo la Sp366 si giunge in località Alimini.
In treno:
I treni delle ferrovie dello Stato a Lecce e provincia, nonché in Puglia, sono quelli del sud est, giunti a Lecce si deve ricorrere ad un collegamento locale offerto dal servizio Salentointrenoebus, oppure tramite treno locale, Alimini tuttavia si raggiunge direttamente con il servizio pullman e non in treno.
In aereo:
Si raggiungo gli Alimini in aereo facendo tappa a Brindisi, aeroporto di Brindisi Casale, oppure tramite l'aeroporto di Bari Palese; da questo ultimo occorre avvalersi del treno delle ferrovie dello stato per giungere fino a Lecce, mentre da Brindisi esiste un servizio navetta fino al terminal di Lecce, predisposto proprio per il trasporto dei passeggeri dall'aeroporto di Brindisi al centro del capoluogo leccese; da Lecce si prosegue per raggiungere le altre località salentine tramite il servizio dell'amministrazione provinciale espletato durante i mesi estivi: Salentointrenoebus oppure con i treni e i pullman del sud est, le ferrovie salentine; o ancora avvalendosi del servizio taxi.